Intervista a Podestà "Albertini col Pd? Tradimento doppio"

Parla il coordinatore regionale del Pdl: "L’ex sindaco ha preso un
impegno con gli elettori, sono convinto che lo manterrà. Ma se si aspetta
di essere valorizzato meglio dal partito lo capisco. I Democratici
invece non possono vanificare le primarie"

Allora presidente Podestà, per il suo Pdl le elezioni comunali sembrano in discesa. È così?
"Ho fatto abbastanza campagne per sapere che di facile non c’è niente. Credo che la situazione per Letizia Moratti sia positiva, prima di tutto per ciò che ha fatto come sindaco, e non mi riferisco solo ad Expo ma all’azione sui temi dell’immigrazione e dell’ambiente. Poi c’è un secondo aspetto".
Le primarie disastrose del Pd?
"Con le primarie la sinistra ha mostrato di essere frazionata, non solo come partiti, ma come priorità. La sinistra si caratterizza come una realtà prova di un vero comun denominatore. Ed è emerso un candidato come Giuliano Pisapia che è poco rappresentativo di gran parte dell’elettorato".
Le dimissioni dei dirigenti come le valuta?
"Sono la presa d’atto di un fallimento. Ha ragione chi dice che il Pd avrebbe dovuto organizzare le primarie, non scegliere, come invece è avvenuto per dirigismo di partito".
Centristi e cattolici del Pd fanno resistenza su Pisapia, che oggi parla delle unioni civili come priorità. Ci sono pezzi di partito che pensano ad altre ipotesi...
"Non poteva essere diversamente. Secondo me Pisapia dimostra coerenza sulle idee, il problema è che sono lontane non solo dall’elettorato cattolico, ma anche da quello che si rifà al socialismo riformista. Non credo che Pisapia possa impensierire la Moratti".
Parte sconfitto secondo lei?
"Guardi, ci vuole sempre rispetto e la capacità di capire che le elezioni sono un test complesso. A Milano città poi alle Regionali e alla Provinciali centrodestra e centrosinistra sono vicini".
Temete di più Pisapia o Albertini?
"Stimo Albertini, e ho parlato con lui. Un anno e mezzo fa ha chiesto la fiducia dei cittadini per andarli a rappresentare in Europa. Ho la certezza che non si candiderà".
La certezza? Eppure Albertini continua a muoversi e a lanciare messaggi...
"Non lo so. Io so che ha preso un impegno e credo che serietà e coerenza vogliano che lo mantenga. Resto del mio convincimento. Detto questo, nella vita...".
Se dovesse valutare non da coordinatore del Pdl ma da osservatore, crede che ad Albertini converrebbe una discesa in campo col sostegno del Pd?

"Il Pd tradirebbe la natura stessa delle primarie, Albertini tradirebbe il suo elettorato andando a cercare l’appoggio del Pd. Sarebbero due tradimenti. Non credo che si presterebbe".
Molti scommettono sull’appeal elettorale dell’ex sindaco. Ma queste ipotesi e manovre non lo logorano?
"Forse in parte si è logorato. Credo che se il problema è una maggior valorizzazione posso discutere il metodo e condividere le finalità. Se facesse una scelta di quel tipo la sua immagine sarebbe ancor più logorata".
Si parla per lui di un incarico importante da manager...
"Io parlavo di una valorizzazione politica, ma lui ha anche un’esperienza professionale precedente alla politica...".
Quanto peserà il quadro nazionale nei rapporti con Fli?
"Se la legislatura si interrompe in modo traumatico avrà il suo peso".
Si può immaginare un’alleanza al ballottaggio col terzo polo?
"Credo che vinceremo al primo turno. Il problema non si pone".