Intervista ritrovata Le Carrè contro 007 «Più che inglese sembra un fascista»

Altro che emblema della perfetta spia britannica. James Bond è un gangster, un fascista, uno che ignora la politica internazionale e lavorerebbe per qualunque Paese, purché gli siano garantite belle donne e Martini. No, non sono le parole di un pazzo. Ma l’opionione - non certo lusinghiera - di John Le Carrè, l’autore de La spia che venne dal freddo. Parole lontane nel tempo, le pronunciò in un’intervista del 66 alla Bbc che era andata perduta. Ma la memoria dei media sa essere lunga: il documento è stato ritrovato e ora gli hanno chiesto conto di quel parere contro l’eroe di Ian Fleming. «Ero giovane -ha risposto- Le Carrè e lui scriveva stando al sicuro a New York. Ma oggi sarei più gentile».