Intesa, in 9 mesi più utili del previsto

I risultati del trimestre giugno-settembre e dei primi 9 mesi 2009 di Intesa Sanpaolo, al di là dei numeri, contengono un’indicazione molto interessante: confrontando i trimestri anno su anno, il valore è lo stesso. Se ne può dedurre che, passati i 12 mesi peggiori, la situazione si è riportata a una certa normalità: 674 milioni l’utile netto, invariato. Importante anche il confronto a «breve», perché testa la mutazione «in itinere»: sul risultato del secondo trimestre 2009 (513 milioni), la differenza è in crescita, più 30%. Diverso il discorso sui nove mesi: i 2.262 milioni dell’utile 2009 si confrontano con i 3.781 di un anno prima (meno 40%). In questi due numeri più che in ogni altro si legge l’impatto della crisi. L’utile netto trimestrale normalizzato, depurato cioè delle partite non ricorrenti, di 816 milioni, è stato superiore del 25% rispetto a quello del secondo trimestre, ma nei nove mesi è inferiore del 37,9% su un anno prima.
Il gruppo, alla luce di questi dati, ritiene «plausibile che l’utile netto consolidato dell’esercizio in corso possa risultare superiore a quello del 2008», considerando l’apporto di circa 260 milioni derivante dalla cessione di Findomestic, che sarà contabilizzato nel quarto trimestre. Confermati gli indici di solidità patrimoniale e il ritorno al dividendo. Nel loro complesso, i risultati hanno superato le attese degli analisti (che prevedevano un utile di 457 milioni) e in Borsa il titolo ha registrato un incremento dell’1,55%. Va osservato che Intesa Sanpaolo è l’unico gruppo in Europa a non aver utilizzato, durante il lungo periodo di crisi, né aumenti di capitale né aiuti governativi, ma solo bond per 1,5 miliardi. Entro l’anno, inoltre - come ha auspicato ieri l’ad Corrado Passera - saranno messe a punto operazioni di capital management (cessioni, partnership e Ipo); sono in corso le trattative per le cessioni della banca depositaria e di Fideuram, per la quale, in alternativa alla vendita, si pensa anche a un possibile collocamento in Borsa, sempre che il mercato lo renda praticabile.
Tornando al terzo trimestre, sono calate le rettifiche nette sui crediti: 823 milioni rispetto al 1.081 del secondo e agli 854 dello stesso periodo del 2008. In aumento del 55% sul 31 dicembre 2008, tuttavia, il complesso dei crediti deteriorati, sofferenze e incagli. Lievemente aumentata la raccolta diretta nei nove mesi (434 miliardi, più 0,3%), in calo del 5,3% quella indiretta; in calo del 13,7% anche le commissioni; in crescita il risultato della gestione assicurativa.
Da osservare i risultati brillanti della divisione Corporate e investment bank, guidata da Gaetano Miccichè: nel terzo trimestre il risultato netto è stato di 445 milioni, più 18,2% sul secondo. Nei primi 9 mesi i proventi operativi netti sono stati di 2,961 miliardi (più 52%), il 22% del gruppo; il risultato netto, 1.096 milioni, in crescita del 70,5% sui 9 mesi 2008, è stato circa la metà dell’utile dell’intero gruppo.