«Intesa: un’aggregazione scelta obbligata»

«Non mi risulta che siano state studiate operazioni ostili». I rapporti con Agricole

Marcello Zacché

da Milano

A riaprire le danze sulle aggregazioni bancarie ha pensato, ieri, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, socio con il 9,9% di Banca Intesa, nonché partecipante al patto di sindacato che controlla l’istituto milanese.
Per Guzzetti Intesa «può e deve fare aggregazioni», e Cariplo «farà la sua parte». Un sostegno chiaro all’indirizzo del presidente Giovanni Bazoli e amministratore delegato Corrado Passera, che sui progetti di espansione di Intesa hanno da tempo aperto più di un dossier. Senza nascondere che l’obiettivo preferito sia il gruppo Capitalia. Anche se su questo punto Guzzetti ha detto: «Non mi risulta che siano state studiate operazioni ostili». In ogni caso Guzzetti sarà con il vertice, pronto anche ad nuovi impegni finanziari in caso di bisogno: un elemento che svela la volontà della Fondazione di voler essere protagonista del risiko. Ed è un messaggio rivolto probabilmente anche al forte socio francese (il Crédit Agricole, con il 15%, è il principale azionista del patto di sindacato), per sottolineare che il primo socio italiano non intende mollare la presa. E che, come minimo, è pronto a esercitare presto il diritto a elevare la propria all’interno del patto fino al 11%.
E neanche le Generali molleranno la presa. Non a caso proprio da ieri sono ufficialmente passate dal 6,3 al 7,5%, esercitando parte della facoltà che hanno di crescere, fino al 9%. Analoga facoltà spetta anche al gruppo lombardo (Mittel, Banca Lombarda, Zaleski e lo Ior), che dal 3,7% può salire al 5%). In questo modo il fronte italiano sarebbe pronto ad affrontare l’aggregazione auspicata da Guzzetti con la massima determinazione a non cedere il timone all’Agricole. Che però mantiene, sul tema il diritto di veto.
In questo quadro la Fondazione Cariplo, a sentire le parole di Guzzetti, si candida a un ruolo «istituzionale» di socio forte e sopra le parti. «Essendo soci finanziari - ha detto Guzzetti - non abbiamo interessi contrastanti con altri azionisti. Non siamo interessati a fare polizze come ad esempio Credit Agricole o Generali». Le Fondazioni come soggetti ideali per il superamento dei personalismi e campanilismi di cui ha parlato il governatore di Bankitalia Mario Draghi: in fondo una conferma della visione di Guzzetti degli enti come investitori importanti per la stabilità delle banche.
L’occasione è stata quella del bilancio 2005 della Cariplo, nel quale la Fondazione ha deliberato 957 contributi per un totale di 155,6 milioni. L'ente, spiega il bilancio 2005, ha beneficiato del forte rialzo dei mercati azionari mondiali e soprattutto dell'ottima performance della partecipazione in Banca Intesa. Se si guarda agli ultimi otto anni, dal 1998 al 2005 il valore di mercato del patrimonio netto è passato da 6,186 miliardi a 7,392 miliardi. La Fondazione ha erogato in media 167 milioni l'anno, cioè circa il 2,5% del valore di mercato del patrimonio.