Intesa apre il risiko. Passera: «Pronti a crescere»

Miccichè: «Nel 2005, 37 miliardi di impieghi per le imprese. Pronti a quotare 5 matricole entro giugno»


La priorità rimane lo sviluppo organico ma Banca Intesa è pronta a giocare la propria parte nel risiko innescato dalla maxiscalata di Bnp Paribas su Bnl. Poche ore prima che fosse ufficiale l’espansione in Ucraina con l’acquisizione di Ukrsotsbank e all’indomani dell’«apertura» del presidente Giovanni Bazoli a eventuali aggregazioni in Italia, a ribadire le strategie del gruppo è stato l’amministratore delegato Corrado Passera.
Intesa ha un piano industriale «che non è basato su acquisizioni» ha detto il banchiere aggiungendo però che il gruppo valuta continuamente «le possibilità di crescita» e in questo momento «in modo particolare».
A livello di sistema, Passera si attende nei prossimi anni «due-tre casi importanti» di consolidamento ma in primo piano c’è l’eventuale matrimonio tra Intesa e Mps di cui, secondo quanto anticipato la scorsa settimana dal Giornale, avrebbero accennato il presidente della fondazione senese Giuseppe Mussari e il numero uno della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti. Banchiere, quest’ultimo, che aveva già ufficializzato la disponibilità dell’Ente a favorire eventuali fusioni.
Se la situazione dello Stivale appare fluida, Intesa continua la marcia verso Est. Con un investimento da 975 milioni di euro (1,16 miliardi di dollari), il gruppo si è infatti aggiudicato l’85,4% (destinato a salire all’88,1% dopo l’aumento di capitale) dell’ucraina Ukrsotsbank, la quarta realtà del Paese per attivi. La banca, valutata complessivamente 1,3 miliardi, aumenterà la penetrazione europea di Intesa che conta presidi in Croazia, Russia, Ungheria, Slovacchia e Serbia. L’affare sarà chiuso entro settembre, centrando le linee del piano industriale che riservava attenzione anche a Turchia e Romania.
Quanto alla geografia delle partecipazioni, è stabile l’impegno in Fiat (5,6%) dove Intesa intende mantenere la propria quota, ha detto Passera aggiungendo invece che per quanto riguarda Olimpia il patto parasociale «ha una scadenza naturale».
Equilibri che corredano il sostegno assicurato da Intesa al mondo industriale: a fine 2005 la divisione Corporate affidata a Gaetano Miccichè contava 37 miliardi di impieghi distribuiti a 16.500 aziende, ha annunciato il top manager di Intesa ricordando che il gruppo è primo tra il 2003 e il 2005 nel project finance e nel leveraged finance. L’intera divisione rappresenta il 20% dei proventi operativi netti consolidati di Intesa che ha 4mila imprese clienti nel large corporate. Aggressivi gli obiettivi per la prima metà dell’anno quando, ha proseguito Miccichè, Intesa conta di scortare in Borsa cinque matricole: Piaggio, Saras, Intercos cui dovrebbero aggiungersi Aeroporti di Pisa e Bolzoni. Quanto, infine, all’offerta formulata da Bnp su Bnl, Passera si è limitato a un semplice «Fa parte del gioco» soffermandosi invece sull’andamento dell’economia del Paese: l’Italia può evitare il declino che tuttavia, se non si troveranno correttivi, «è sicuramente dietro l’angolo».
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