Intesa, Bazoli prende tempo Salza: «Il manager giusto? non è quello che vuole Torino»

L’addio di Corrado Passera a Intesa Sanpaolo potrebbe fruttare al neo superministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture un assegno da 20 milioni di euro, la metà di quanto a suo tempo incassato da Alessandro Profumo, che però da Unicredit era stato sostanzialmente espulso.
Le voci sulla superliquidazione di Passera si incrociano con il braccio di ferro tra il presidente Giovanni Bazoli e le fondazioni azioniste per individuare il nuovo capo azienda di Ca’ de Sass. La svolta potrebbe arrivare in tempi brevi, ma a ieri sera era ancora sul tavolo sia la soluzione di chiamare un topmanager dall’esterno sia un avvicendamento interno. In questo caso il favorito resta Marco Morelli, attuale direttore generale vicario e depositario dell’interim. L’alternativa sarebbe promuovere Gaetano Micciché. Sponsor di Morelli sarebbe la Compagnia di Sanpaolo, che in primo momento avrebbe tentato con Pietro Modiano, Fabio Gallia o Alfonso Iozzo. «Ci vuole la persona giusta, ma non quella che qualcuno cerca da Torino», ha però attaccato sempre da sotto la Mole l’ex presidente del Cdg, Enrico Salza.
In ogni caso il baricentro di Ca’ de Sass è sempre stato difeso da Bazoli e dalla Fondazione Cariplo. «Le decisioni sono tutte nelle mani» di Bazoli, «di solito è molto rapido», ha attaccato il presidente dell’ente milanese e dell’Acri: «Non so nulla, né cosa abbia in mente né quando sarà convocato il consiglio di sorveglianza». Nel caso si fosse individuato il successore, la riunione avrebbe potuto tenersi oggi (con una convocazione di urgenza) insieme al Cdg. Ma come ha indicato il neo presidente dell’Ente CariFirenze, Jacopo Mazzei, servirà «ancora qualche giorno»: Mazzei punterebbe a prendere il posto di Riccardo Varaldo nel Cds. Intanto, alle Infrastrutture potrebbe andare Mario Ciaccia, capo della divisione Biis di Intesa, già alla Corte dei Conti.