Intesa in caduta, scivolone di Eni

A Parigi affonda Michelin

La trappola della recessione americana ha bloccato Piazza Affari insieme alle altre Borse internazionali. Soffocato tra le perdite dell’Asia e la caduta dell’Ism americano, Milano ha ceduto il 3% con il Mibtel (meno 3,14% i big dell’S&p/Mib) tra volumi per 4,7 miliardi. Pessimo il settore bancario, per cui nulla ha potuto la prospettiva di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Fed: Intesa Sanpaolo ha ceduto il 4,4%, Mps il 3,4% e Unicredit il 3,9% così come Mediobanca (meno 2,1%) seguita dal Banco Popolare (meno 2,6%) e la partecipata Banca Italease (meno 4,5%). Giù anche le assicurazioni con Fondiaria Sai (meno 3,2%), Unipol (meno 2,8%) e Generali in ribasso dell’1,5%, malgrado la lusinghiera pagella di Deutsche Bank. Male anche Eni che, dopo aver provato a resistere, si arrende al calo del greggio negli Usa: il gruppo ha perso il 3,1% al fianco di Saras (meno 4,2%) ed Erg (meno 3,9%); giù del 4,3% Saipem. Pesanti anche Telecom (meno 2,6%), Fastweb (meno 4,6%) e Stm (meno 4%) ma la maglia nera spetta a Seat Pagine Gialle (meno 6,48%) e al comparto delle costruzioni con Impregilo (meno 5,2%) e Italcementi (meno 4,7%). In Europa, pioggia di vendite a Parigi sul comparto auto con Michelin (meno 8,4%) in fondo al listino seguita da Renault (meno 7,4%) e Peugeot (meno 6,4%). A Francoforte male il produttore di camion Man (meno 8,2%) dopo che il patron Haakan Samuelsson ha affermato che il progetto di fusione con Scania è a «un punto morto». Lettera sugli altri titoli del comparto automotive: Bmw (meno 6%), Continental (meno 5,5%), Daimler (meno 5,4%). A Londra in forte calo i titoli retail Kingfisher (meno 7,8%) e Next (meno 7,2%).