Intesa «chiude» per Nextra e incassa 815 milioni di euro

Per la banca milanese la plusvalenza è di 720 milioni

da Milano

Annunciata nella primavera scorsa, la cessione del 65% di Nextra investment management da Banca Intesa al Crédit Agricole asset management è stata formalizzata ieri. L’importo è di 815,8 milioni, con una plusvalenza per il gruppo Intesa di 720 milioni di euro (compreso l’utile di esercizio di Nextra) che verrà contabilizzata nel quarto trimestre 2005. La valutazione finale del 100% di Nextra è stata di 1.255 milioni, con un meccanismo di «aggiustamento» legato alla raccolta netta apportata dal gruppo guidato da Corrado Passera nel triennio 2005-2007: in aumento di 100 milioni in caso di raccolta netta superiore ai 10 miliardi, in diminuzione di 100 milioni in caso di raccolta netta negativa; il prezzo della transazione, quindi, potrà venir rivisto in aumento o in diminuzione di 65 milioni. L’accordo era stato annunciato lo scorso 30 maggio indicando un corrispettivo di 850 milioni e una plusvalenza di circa 750.
L’operazione, che ha ottenuto le autorizzazioni delle autorità competenti, prevede l’acquisto del 65% di Nextra da parte di Crédit Agricole Am, mentre il gruppo Intesa manterrà una quota del 35 per cento. Nel corso del 2006, inoltre, Intesa acquisirà il 35% di Crédit Agricole Am sgr, società italiana di Crédit Agricole Am che ridurrà di conseguenza la propria partecipazione nella Sgr italiana al 65 per cento. È poi prevista la fusione delle attività di Nextra con la controllata italiana di Crédit Agricole Am, ottenute le necessarie autorizzazioni.
I prodotti della nuova entità saranno collocati dagli oltre 3mila sportelli del gruppo Intesa in Italia in virtù di un accordo distributivo che ha la durata di 12 anni e che prevede uno stretto rapporto tra produttore e distributore; la società sarà retta da un accordo di governance, sempre della durata di 12 anni. Il gruppo bancario italiano potrà comunque collocare anche prodotti di terzi in «open architecture», e cioè le offerte diversificate in funzione delle esigenze del cliente. Consulente legale di Banca Intesa per l’operazione è stato lo studio Pedersoli; consulente legale per il gruppo Crédit Agricole, lo studio Baker & Mc Kenzie.
L’operazione, come sottolinea una nota, valorizza le potenzialità di Nextra come «fabbrica di prodotto», migliora la qualità dell’offerta alla clientela e crea nuovi sbocchi per il know-how al di fuori del mercato domestico. Crédit Agricole Am si colloca per volumi di attività tra i primi cinque operatori europei nel comparto dell’asset management, con oltre 460 miliardi di euro a fine settembre.