Intesa, corrono i conti a fine giugno

Utili per 1,47 miliardi (più 23%). «Sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di piano al 2007»

da Milano

Banca Intesa «è sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di piano al 2007 con sostanziale miglioramento nella redditività e nell’efficienza». I conti del primo semestre, approvati ieri, rendono ottimista l’istituto guidato da Corrado Passera, al punto da considerare possibile «un miglioramento del risultato della gestione operativa rispetto al 2005».
In particolare, la prima parte dell’anno ha registrato profitti netti consolidati per 1,47 miliardi di euro, con una crescita del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, grazie anche all’effetto valutativo delle partecipazioni in Fiat e Parmalat di circa 90 milioni contro i 40 milioni del primo semestre dello scorso anno. Migliori delle stime anche gli utili del secondo trimestre, pari a 725 milioni (più 25%).
Sono però anche altri indicatori a fornire il passo di avvicinamento di Intesa ai traguardi per il 2007. A cominciare dallo scatto in avanti del roe annualizzato: era al 18,5% nel 2005, e ora si è portato al 19,2%, un livello non molto distante da quel 20% che costituisce il target fissato per l’anno prossimo. L’istituto è inoltre a metà strada, con un passo dunque più spedito del previsto, anche per quanto riguarda gli investimenti del business plan 2005-2007: tra il primo gennaio 2005 e il 30 giugno 2006 è già stato investito circa un miliardo. All’appello mancano quindi ancora 800 milioni. Nel retail, ricorda l’istituto, c’è una sistematica rilevazione sulla qualità dei servizi forniti alla clientela per ogni filiale, mentre nelle banche estere si guarda a un allargamento nelle aree a più elevato potenziale.
Ulteriori miglioramenti si notano nel rapporto tra costi d’esercizio e rendimento d’esercizio. Il cosiddetto income cost ratio è sceso dal 54,4% del 2005 al 50,2%, a un soffio dall’obiettivo 2007, posto al 50%. La crescita della profittabilità è stata per Passera una delle sfide principali dopo l’acquisizione della Comit per 9,9 miliardi. L’abbattimento dei costi è stato perseguito in parte con l’eliminazione di 17mila posti di lavoro e con la vendita di asset per 9,3 miliardi.
Il cda ha anche approvato la modifica dell'accordo per rilevare l'88,55% dell’Ucraina Ukrsotsbank, aumentandone di circa il 6,9% a 1,09 miliardi la valutazione. Il miglioramento della valutazione si deve all'utile netto di Ukrsotsbank, «significativamente superiore alle previsioni» nel primo semestre, e al «sensibile ritardo, rispetto all'originaria data di perfezionamento», prevista per lo scorso maggio.