Intesa e Unicredit partner della Banca del Sud Sacconi: «Il progetto torna nella Finanziaria»

RomaLa Banca del Mezzogiorno, che non ha trovato posto in Finanziaria al Senato, dovrebbe essere inserita nel provvedimento durante l’esame alla Camera. Lo conferma il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, mentre Giulio Tremonti rivolge un nuovo invito alle banche per non lesinare credito alle imprese: «Il Padrenostro dice rimetti a noi i nostri debiti - dice il ministro dell’Economia a Pavia - : magari non si può fare così, ma un credito agevolato e un po’ di moratoria è nello spirito delle banche». Tremonti ribadisce che «la recessione sembra finita, speriamo che la tendenza continui».
Punti di riferimento del progetto della Banca del Sud, oltre agli istituti di credito cooperativo, potrebbero essere il Banco di Napoli (oggi in Intesa Sanpaolo) e il Banco di Sicilia (gruppo Unicredit). Alle due banche meridionali, osserva Sacconi, le capogruppo potrebbero concedere «maggiori deleghe e autonomia nel territorio» per la concessione del credito. Potrebbe così allargarsi la collaborazione fra il ministero e le due banche, che già vede in discussione un progetto di fondi di sostegno per la ricapitalizzazione delle piccole e medie imprese. «Ne stiamo parlando - dice Alessandro Profumo - : è uno degli strumenti possibili. Noi cerchiamo di sostenere la componente finanziaria, ma se il fatturato di un’impresa crolla del 25%, la vita è dura».
La Finanziaria è stata assegnata ufficialmente, ieri, alla commissione Bilancio della Camera; si apre così la sessione di bilancio, i cui lavori dovrebbero incominciare giovedì. La carne al fuoco è parecchia, soprattutto sul fisco: molti nella maggioranza non hanno rinunciato al taglio dell’Irap, all’aliquota del 20% sugli affitti e all’aumento delle detrazioni sul lavoro e sui figli a carico. Sacconi esclude sanatorie per i contributi previdenziali evasi. I fondi per i ricercatori (80 milioni di euro) dovrebbero trovar posto nella legge di riforma dell’Università. L’idea di una nuova versione della Robin Hood tax a carico delle compagnie che non ribassano i prezzi della benzina quando cala il greggio viene contestata dal presidente dell’Unione petrolifera Pasquale De Vita: «Si tratterebbe - osserva - di un ritorno a un regime di prezzi amministrati».