«Intesa con Edf vicina alla firma»

Il ministro dell’economia francese: «Vogliamo recuperare la fiducia dell’Italia»

Alberto Toscano

da Parigi

Perché perdersi in sterili polemiche franco-italiane quando abbiamo tante cose costruttive da fare insieme? E quanto all’accordo tra Edf e Enel, ormai è vicino alla firma: alla formalizzazione dell’intesa, che apre le porte del mercato transalpino a Enel, manca solo qualche dettaglio tecnico. Questo il succo della conversazione che il superministro economico francese Thierry Breton ha avuto ieri mattina con cinque corrispondenti dei media italiani a Parigi.
Thierry Breton ha ricostruito la vicenda dell'ipotetica Opa - mai effettivamente lanciata - dell'Enel su Suez allo scopo di dimostrare che la fusione tra quest'ultimo gruppo e Gaz de France (Gdf) è nata come un autentico progetto industriale e non come una «pillola avvelenata» anti-italiana.
«Lo scorso ottobre - ha detto il titolare francese dell'Economia, delle Finanze e dell'Industria - i presidenti di Suez e Gaz de France (Gdf) sono venuti a trovarmi per parlarmi delle sinergie esistenti tra questi due gruppi. Poi sono giunte alle mie orecchie le prime indiscrezioni a proposito di un’eventuale scalata a Suez. Il 9 dicembre è stato Gérard Mestrallet, presidente di questa società, a parlarmi di una possibile Opa congiunta da parte di Enel e Veolia. Io ho risposto che le voci di Opa germogliano in continuazione e che a contare sono i progetti industriali. Mestrallet ha allora sottolineato una sua convinzione: un'eventuale Opa Enel-Veolia su Suez avrebbe avuto un carattere ostile».
Breton racconta che poi è stato il vertice di Veolia a fargli capire l'esistenza di un progetto del genere. Ricorda soprattutto che la sua linea è sempre stata la stessa: sì ai progetti industriali in grado di affermarsi nel migliore dei modi e perplessità rispetto a iniziative d'altra natura. Ricorda anche la collaborazione costruttiva da lui avuta con Enel nel periodo - primi anni Duemila - in cui è stato presidente del gruppo France Télécom, riuscendo a risanarlo e a rilanciarlo. Alcuni dossier trattati congiuntamente da Enel e France Télécom - a cominciare dall'avvenire di Wind - erano particolarmente delicati, ma le due parti sono riuscite a venirne a capo in un'atmosfera di comune soddisfazione.
Insomma, Thierry Breton lascia intendere il fatto di non aver mai avuto il minimo pregiudizio negativo nei confronti dell'Enel. Semmai il contrario. Poi fa un cenno al passato, rilevando che «l'operazione Edison ha purtroppo lasciato tracce negative in Italia».
Un'operazione avvenuta in un altro periodo, visto che la scalata del gruppo pubblico transalpino Electricité de France (Edf) a Edison si è svolta all'epoca del governo del socialista Lionel Jospin.
Comunque le incomprensioni nate a seguito di quella vicenda hanno certamente lasciato una conseguenza in termini di polemiche e di malumori.
Thierry Breton ha insistito ieri sull'importanza delle intese presenti e future tra Francia e Italia nel settore dell'energia elettrica, come nel caso della collaborazione in vista della messa a punto della futura generazione di reattori nucleari Epr. Eccolo affermare: «Visto il contesto delle nostre relazioni, io non arrivavo neppure a immaginare che potesse esserci un'iniziativa men che amichevole dell'Enel in Francia».