Intesa europea per un’unica lista nera

da Roma

L'Unione europea si muove per rispondere agli incidenti aerei che hanno segnato l'estate e trova il primo accordo sulla creazione di una lista nera comunitaria. Si tratterà di un elenco da elaborare sulla base di criteri comuni a tutti gli Stati europei e comprenderà tutte le compagnie aeree cui è vietato volare nei cieli continentali, siano esse europee o extracomunitarie.
L'annuncio dell'accordo è stato dato dal direttore per il trasporto aereo della Commissione Ue, Daniel Calleja, al termine di un incontro di sei ore con i rappresentanti dei Venticinque, dell'Agenzia europea per la sicurezza aerea, della Conferenza europea per l'aviazione civile (Ecac) e altri cinque paesi, tra cui Norvegia e Svizzera.
«Siamo d'accordo sul fatto che è necessario creare la lista nera Ue - ha spiegato Calleja - c'è la volontà politica di farlo e speriamo che entro la fine dell'anno il Parlamento e il Consiglio Ue approvino il regolamento sulla sicurezza aerea, in modo tale che la Commissione possa pubblicare la lista».
Anche l'Italia, hanno riferito fonti presenti alla riunione, ha appoggiato la proposta, sottolineando però che non è sufficiente a garantire la sicurezza dei cieli e portando nuovi contributi per il miglioramento della sicurezza. L'idea di Bruxelles è quella di affidare agli Stati membri il compito di individuare le compagnie non sicure secondo i criteri comuni identificati a livello Ue. I Venticinque dovranno notificare alla Commissione il nome delle compagnie a rischio che, dopo l'approvazione del Comitato per la sicurezza aerea, verranno bandite dall'Unione e inserite nella lista. Controlli e messa al bando potranno colpire sia i vettori europei che quelli del resto del mondo.
Sembra così sfumare l'idea della pubblicazione di una lista nera composta dall'insieme di tutti gli elenchi nazionali già esistenti, ipotesi circolata a Bruxelles nel mese di agosto. Questo elenco si renderebbe superfluo nel caso in cui la superlista redatta sulla base di criteri comuni venisse approvata all'inizio del prossimo anno, come auspicato da Bruxelles. I criteri comuni, la cui corretta applicazione da parte dei Venticinque sarà garantita da Bruxelles, dovranno essere «oggettivi e fondati solo su dati inerenti la sicurezza».