Intesa, l’Agricole prende tempo: «Abbiamo 18 mesi per decidere»

Carron: «Sceglieremo noi cosa cedere» Cauto Bazoli: «Non abbiamo segnali»

da Milano

Al Crédit Agricole tirano il freno sull’eventuale uscita dal libro soci di Intesa Sanpaolo. Il presidente Renè Carron ha infatti chiarito che Parigi si è data un anno e mezzo per procedere al piano di dismissioni inserito insieme all’aumento di capitale nella cura ricostituente predisposta dal gruppo per superare la crisi dei mutui subprime.
«Abbiamo 18 mesi di tempo, saremo noi a decidere cosa e quando vendere», ha detto Carron. «La sola cosa che abbiamo detto è che l’Antitrust ci ha chiesto di scendere sotto il 5% e che entro 18 mesi avremmo proceduto a cessioni per miliardi», ha aggiunto il direttore finanziario della banca francese, Bertrand Badrè. «Non capisco - ha aggiunto - l’effervescenza in Italia, non abbiamo mai annunciato la cessione di azioni Intesa Sanpaolo». L’Agricole ha il 5,5% di Ca’ de Sass e secondo Carron per rispettare i paletti posti dai tecnici di Antonio Catricalà sarebbe sufficiente ridurre la quota di mezzo punto percentuale. In realtà l’Authority avrebbe preventivato che Parigi scenda molto di più, portandosi entro il 2009 sotto la soglia del 2%. Così da ridurre i possibili conflitti di interesse visto che l’Agricole controlla Cariparma.
Sull’atteso disimpegno dell’Agricole si è dimostrato cauto anche Giovanni Bazoli: il tema «riguarda gli azionisti», ha detto il banchiere che tiene le redini dei soci nella veste di presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa. Per ora dall’Agricole «non è giunta alcuna comunicazione, se il problema si porrà lo esamineremo», ha aggiunto Bazoli specificando che i rapporti con i francesi «sono sempre stati finora buoni» e che qualora l’Agricole dovesse vendere «credo che ne saremmo informati».
Più esplicito Corrado Passera: «Ci sono impegni presi con l’Antitrust che vanno rispettati: se e quando Credit Agricole deciderà di cedere lo farà in maniera molto saggia e sul mercato», ha detto l’ad di Intesa. Ma ci sono altri segnali che lasciano supporre che il riassetto non sia immediato. Parigi non ha infatti ufficialmente assegnato alcun mandato per cedere il pacchetto Intesa. E anche i sondaggi tra le fondazioni azioniste non sembrano suggerire soluzioni rapide: Cariplo si è chiamata fuori mentre Compagnia di Sanpaolo è in stallo in attesa del Tar. Allo stato l’ipotesi più probabile è quindi un disimpegno tramite derivati o swap così da non pesare sulle quotazioni di Intesa e di massimizzare il ricavato.