Intesa mette in cassa 5,3 miliardi di utili e guarda a nuovi colpi

Semestrale da record In programma un «buyback» da 4 miliardi Fideuram in Borsa nel 2008

da Milano

Con la semestrale di Intesa Sanpaolo, approvata ieri, il consiglio di gestione guidato da Corrado Passera ha messo al suo posto molti dei tasselli rimasti finora in sospeso: dalla cessione dei 198 sportelli imposta dall’Antitrust, all’acquisizione di Carifirenze; dall’incorporazione di Eurizon, alla quotazione di Fideuram. Ma la banca ha soprattutto dato l’impressione di tenersi pronta per eventuali nuovi colpi di mercato: «Guardiamo a opportunità che possano rafforzarci nei 10 Paesi dove siamo già presenti e tra i leader». E ha messo in cantiere una delega all’acquisto di azioni proprie (4 miliardi di controvalore), la metà delle quali già prenotate per lo scambio con Carifirenze, l’altra metà per avere un’arma a disposizione per il futuro. L’assemblea chiamata a dare la delega al cdg sarà il 28 settembre.
Passera ha presentato i dati della semestrale agli analisti con grande soddisfazione. Anche perché si tratta della prima completamente frutto della fusione di Intesa e Sanpaolo. L’utile netto è stato di 5,3 miliardi, quasi il doppio del proforma 2006. Un risultato che dipende molto dalle componenti straordinarie (la cessione di Cariparma e Friuladria all’Agricole) del periodo. In ogni caso, depurato da queste, l’utile è salito a 2,63 da 2,47 miliardi. Dati che fanno parlare Passera di «anticipo sui tempi di fusione». L’ad ha poi detto di essere fiducioso «sui target del nostro business plan. Crediamo che l’andamento degli interessi netti renderà il target persino un po’ più facile da raggiungere e sarà in grado di compensare possibili riduzioni in altri campi di crescita».
Non è stata definita rilevante l’esposizione della banca su prodotti finanziari legati ai mutui subprime - comunicata ieri - limitata a 33 milioni di euro; né sono importanti i valori di prodotti di questo tipo nei fondi del gruppo, stimati in 6 milioni. Il titolo ha chiuso in Borsa in rialzo del 2% a 5,28 euro.
Tra le ultime partite di Intesa c’è quella della cessione dei 198 sportelli chiesta dall’Antitrust: il cdg ha dato a Passera il mandato a chiudere con il pool di banche che pagherà 1,9 miliardi, tutti destinati a plusvalenza e dunque all’utile di fine anno. A prenderne ben 78 sarà Carige (995 milioni), 43 vanno alla Popolare di Bari (181 milioni), 35 al Valtellinese (395), 42 a Veneto Banca (328 milioni). In tutto il gruppo Intesa «perde» 3,5 miliardi di impieghi/raccolta e 80 milioni di utile netto consolidato. La firma sulla cessione è prevista entro fine mese.
Anche l’acquisizione di Carifirenze costringerà a cedere qualcosa: Passera ha parlato di sovrapposizioni per «30 sportelli». Ma nel complesso l’ad di Intesa ha tessuto le lodi dell’operazione: la quota di mercato dell’aggregato Intesa Sanpaolo-Carifirenze balzerà in Toscana dal 4,5% al 18,6%, grazie ai 335 sportelli di Carifirenze, e salirà al 29,5% in Umbria, al 20,9% in Liguria, all’11,9% in Emilia Romagna.
Altra questione che si avvia a conclusione: la fusione per incorporazione di Eurizon, con l’assorbimento nel gruppo dei comparti assicurativo e asset management. Ieri è stata approvata dal consiglio. La prossima mossa riguarderà la quotazione in Borsa di Fideuram. Che Passera immagina possa avvenire «non prima della seconda metà del 2008».