Intesa, oggi il nuovo piano Faro sull’Est

da Milano

Il cda di Banca Intesa (meno 0,92% a 3,897 euro) ha dato il via libera al nuovo piano industriale per il triennio 2005-2008, che sarà presentato oggi alla comunità finanziaria. Secondo alcune anticipazioni, si baserà su accorpamenti di deleghe e nuove aree, un piano di distribuzione di azioni ai dipendenti, il lancio di un prestito obbligazionario triennale da 300 milioni di dollari e la nascita di un nuovo soggetto bancario, Banca Intesa per il Paese. L’andamento di Intesa è legato a doppio filo con quello dei conti: nel primo trimestre l’utile netto è aumentato del 45,5% a 620 milioni di euro, bene anche la gestione operativa (più 30,6% a 1,19 miliardi). Quella che si è appena chiusa - dicono gli analisti - è stata una stagione di taglio dei costi e ristrutturazione interna, mentre il prossimo trienno si annuncia all’insegna della crescita sul mercato italiano, con un occhio all’Est europeo. Nei mesi scorsi Intesa ha chiuso alcune importanti operazioni di compravendita. Prima ha ceduto la maggioranza di Nextra a Crédit Agricole, poi ha chiuso il nuovo patto di sindacato con l’uscita di Commerzbank e il rafforzamento della stessa Crédit Agricole al 18% dal precedente 14,81. Nel 2007 si chiuderà definitivamente l’esperienza della joint venture al 40% con Lazard. Parallelamente si è mossa sui mercati dell’Est: dopo Ungheria, Croazia e Slovenia ha rilevato il controllo della banca russa KMB, della serba Delta Banka e della bosniaca ABS Banka. Banca Intesa è anche l’unico gruppo italiano interessato alla romena Commerciala Romana. A fronte della politica tutta interna di Capitalia e a quella europeista di Unicredit, quella dell’ad Corrado Passera si annuncia come una strategia mista, concentrata sia sul fronte dell’espansione a Est (nel mirino ci sarebbe la Turchia) sia sulla clientela retail e sui servizi alle piccole e medie imprese.