Intesa perde Parma ma conquista Torino

Il nodo della due diligence: 1,5 miliardi di sinergie al 2009

Massimo Restelli

da Milano

È il giorno delle nozze per Sanpaolo e Intesa. Superato l’ultimo ostacolo del Crédit Agricole con una «contropartita» da 6 miliardi, a prendere la parola saranno oggi due consigli di amministrazione dall’esito scontato. A Torino, però, proseguono i malumori dei grandi soci; a partire dal Santander che voterà contro la fusione preparandosi a spostare lo scontro in assemblea.
Sbarca l’Agricole. Una rete da 650 sportelli composta da Cariparma (passata di mano per 3,8 miliardi), Friuladria (836,5 milioni) e da altre 193 agenzie (1,33 miliardi): questa la testa di ponte in Italia ottenuta dalla Banque Verte in cambio dell’assenso alla nascita del nuovo campione del credito nazionale. Il presidente Rene Carron ha preannunciato voto favorevole preparandosi a varare un aumento di capitale da 4 miliardi, di cui 3 per la nuova Cariparma (80% Parigi, 10-20% la Fondazione). Ma l’impegno complessivo dell’Agricole è di 4,8 miliardi ed entro il 2010 saranno aperti altri 100 gli sportelli. Al contempo Parigi uscirà dal patto di San-Intesa limando la propria quota al 5% mentre l’ad Corrado Passera ha spuntato una plusvalenza da 4 miliardi per Ca’ de Sass.
La rivoluzione Eurizon. Il disegno sarà completato nel primo trimestre 2007 quando sarà più chiaro anche il destino di Eurizon. Parigi e Milano verificheranno entro gennaio la possibilità di dare vita a un gruppo paneuropeo specializzato nel risparmio gestito. L’ipotesi sarebbe fare confluire le masse di Caam (460 miliardi circa) in Eurizon che verrebbe così a essere controllata alla pari da San-Intesa e dai francesi (30% a testa secondo alcune stime) e che manterrebbe le proprie attività di bancassurance.
Generali permettendo, uno scenario allettante per l’ad Mario Greco anche se alcuni analisti ritengono improbabile tale soluzione. Nella convinzione che l’Agricole, una volta completato il confronto interno, restituirà a Passera l’ex Nextra (sono state firmate opzioni di compravendita incrociate) per un controvalore che, considerati i dividendi staccati e il costo dell’equity, potrebbe essere prossimo a 850 milioni. Inevitabile in ogni caso lo slittamento della quotazione di Eurizon (la prossima settimana è atteso un cda) alla prima metà del 2007. Quanto al credito al consumo Parigi tra tre anni potrà acquistare da Intesa il 49% di Agos.
Botin contro il concambio. Tre ore di riunione non sono state sufficienti ieri per superare i malumori dei grandi soci del Sanpaolo su concambio e governance. In silenzio i rappresentanti del Santander, dopo che da Madrid il presidente Emilio Botin si era pubblicamente espresso contro il concambio giudicandolo «inadeguato», sono state ancora una volta le Fondazioni ad andare in cerca di maggiore visibilità negli organi di comando. Gli enti, che non saliranno nel capitale, si sono poi detti favorevoli a un patto di consultazione aperto a tutti i soci. Riunione preparatoria dei sindaci e degli indipendenti anche a Ca’ de Sass, ma oggi è Torino a ritentare la riappacificazione prima del board. A indispettire sarebbe stata la stessa «verifica» con Citigroup. Dove la due diligence sarebbe state esposta in modo sommario in pochi minuti prima che il presidente Enrico Salza sciogliesse la seduta: 1,5 miliardi le sinergie attese al 2009.
In Borsa concambio a 3,19. Nel pomeriggio i dettagli, ma la Borsa continua a premiare i due gruppi (dal 23 agosto il valore proforma dell’aggregato è salito del 20%): ieri sia Intesa sia Sanpaolo hanno guadagnato l’1,5% per un concambio implicito di 3,19 azioni contro una (3,115 quello prefissato dai due gruppi).