Intesa prova a quotare Fideuram in estate

Con il via libera arrivato ieri dai consigli di gestione e di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, il ritorno in Borsa di Fideuram potrebbe concretizzarsi già prima dell'estate. A patto però, si apprende da fonti vicine al gruppo bancario, che le condizioni dei mercati finanziari lo consentano. In caso contrario se ne riparlerà dopo la pausa estiva. L'ipo, ha dichiarato ieri Enrico Salza, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, la faremo «il più presto possibile». Come spiega la nota del gruppo guidato da Corrado Passera uscita ieri, «l'avvio del processo di quotazione e della relativa offerta globale di azioni della controllata Banca Fideuram» avrà luogo «a perimetro attuale», ossia senza considerare il business del Vita (Fideuram Vita, che al momento rientra nel polo Eurizon Vita), per l'inclusione della quale si sarebbero rese necessarie ulteriori autorizzazioni, come quella dell'Isvap, che avrebbero inevitabilmente allungato i tempi.
La sensazione, quindi, è che, ferma restando l'incognita mercati, ci sia una certa fretta di chiudere l'operazione, anche a costo di vedere entrare in cassa meno denaro del previsto. Se infatti la valutazione di Fideuram comprensiva del business Vita si sarebbe aggirata sui 3,3-3,4 miliardi, quella a perimetro attuale, ragionano gli addetti ai lavori, non supererebbe i tre miliardi. «La valutazione originaria di tre miliardi - spiega un analista - con questi mercati appare un po' tirata. Meglio stabilire un intervallo compreso tra i 2,5 e i tre miliardi». Ciò significa che, ipotizzando la quotazione in Borsa del 60-70% della società, Intesa SanPaolo incasserebbe dall'ipo tra gli 1,5 e i 2,1 miliardi, ossia una media di 1,8 miliardi, che dovrebbe migliorare l'indice di patrimonializzazione core tier 1 fino a 50 punti base. Secondo stime, invece, ammonterebbe alla metà (20-25 punti base) l'impatto positivo sul core tier 1 della cessione degli sportelli (190 secondo le ultime indiscrezioni) al Credit Agricole, operazione che dovrebbe rendere alla banca guidata da Passera 900 milioni, con un impatto diluitivo sugli utili nell'ordine del 2 per cento. Nell'ambito dei consigli di ieri, è stato anche fornito un aggiornamento sull'intesa raggiunta tra l'Antitrust e l'Agricole, che porterà Intesa a cedere gli sportelli ai francesi entro la fine di giugno. Tuttavia, il comunicato di ieri di Ca' de Sass non fa riferimento all'operazione e si limitava a dire che «la quotazione di Banca Fideuram rientra tra le annunciate azioni di capital management (dismissioni totali o parziali, partnerships, quotazioni, ecc.) riguardanti attività non strategiche volte all'ulteriore rafforzamento dei coefficienti patrimoniali del gruppo nell'ordine dei 100 centesimi di punto a breve termine, nel cui ambito è stata già finalizzata la cessione della partecipata Findomestic e firmato l'accordo per la cessione del ramo di attività di securities services». Intanto, si avvicina la scadenza, nel mese di aprile, per il rinnovo dei vertici di Intesa SanPaolo. Sull'ipotesi, recentemente ventilata, di presentare una lista comune tra le fondazioni azioniste, si è espresso ieri Giuseppe Guzzetti, presidente di Cariplo, azionista di Intesa Sanpaolo con in mano il 4,68% del capitale. Guzzetti ha preferito prendere tempo affermando che al momento ancora «non ci sono accordi» sulla presentazione delle liste e che tutto sarà fatto «a tempo debito».