Intesa rilancia sul Nord Est e sceglie il partner Palladio

Dopo Generali, ecco Intesa Sanpaolo: il fondo Vei Capital si arricchisce di un nuovo (e prestigioso) socio portando la dotazione a 515 milioni. Per Roberto Meneguzzo (presidente e ad) e Giorgio Drago (ad e dg) di Palladio Finanziaria - appena reduci dall’assemblea delle Generali nella quale (anche grazie ad alcune deleghe tra le quali quella di Del Vecchio) hanno rappresentato un pacchetto di voti del 6,3% secondo solo a quello di Mediobanca - la soddisfazione di chiudere la provvista (anche se ci sarebbe spazio per raccogliere altri 80-90 milioni) e puntare su nuovi investimenti di private equity, infrastrutture e concessioni.
La prima operazione è già avvenuta con la Snai e ha assorbito una settantina di milioni. L’idea di Vei, gestito dal team di Palladio, è quella di mediare tra i rendimenti più bassi ma meno rischiosi delle infrastrutture e quelli più alti ma più pericolosi del private equity, per garantire agli investitori l’opportuno equilibrio di portafoglio.
Per Intesa, che ha partecipato a una ricapitalizzazione dedicata attraverso la divisione corporate e investment banking guidata dal direttore generale Gaetano Miccichè, si tratta di aggiungere uno strumento a quelli già attivati tramite le sgr di Banca Imi per investire in società presenti in diversi settori e territori. Ma non solo: anche se Vei Capital non è un fondo che ha come obbiettivo quello di investire nel Nord-Est, la composizione azionaria fatta di banche, imprenditori e famiglie di questo territorio che caratterizza Palladio Finanziaria è uno dei motivi che sta alla base della scelta di Intesa. Molto interessata a rinforzarsi in queste zone e con questi soggetti particolarmente stimati. Non a caso Meneguzzo è stato recentemente inserito da Miccichè nella lista che Intesa aveva preparato per il cda di Parmalat.
Contestualmente a Intesa, Vei Capital si doterà di ulteriori 50 milioni a seguito della ridistribuzione delle quote residue proprie di Palladio Finanziaria, Generali e Veneto Banca, dal Fondo Venice a Vei Capital. Al termine dell’operazione la disponibilità passerà dagli attuali 400 ad circa 515 milioni. E la dotazione risulterà ripartita tra Palladio (160 milioni), Generali (150), Veneto Banca (70), Intesa (60), Banca Popolare di Vicenza (50 milioni) e Venice (15 milioni).