Da Intesa Sanpaolo 4,8 miliardi di dividendi

Bazoli: «Il duale ci ha permesso di superare difficoltà in tempi record»

Il 31 marzo a Genova a margine del convegno sulla piccola impresa, c’è stato un teso confronto tra Luca Cordero di Montezemolo e Sandro Trento. Il direttore del Centro studi ha chiesto di assommare al suo attuale incarico, quello di ordinario di Economia a Trento. Il presidente non è stato d’accordo e si è anche irritato perché sono arrivate al Sole 24 Ore (che le ha pubblicate prima che Montezemolo intervenisse) le tabelline a cura del Centro studi che accompagnavano il discorso presidenziale. Il presidente del consiglio d’amministrazione dell’Università di Trento, che sottrarrà a Montezemolo il direttore del Centro studi, è Innocenzo Cipolletta.
Il Riformista scrive che la candidatura presidenziale di Alberto Bombassei è «di destra». È un vero attacco? Al leader della Brembo si imputa un intervento sul contratto degli statali: poco trasparente, molti soldi ai dipendenti, nessuna vera razionalizzazione, anzi riassorbimento di aree di flessibilità e outsourcing. Si ricorda, poi, una sua frase sul Corriere Economia, con vago richiamo al famigerato superamento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Peraltro l’imprenditore pareggiava così i conti con altre sue dichiarazioni sulle pensioni, tiepidissime sulla riforma Maroni (non amata dal mondo Fiat che ricorre volentieri ai prepensionamenti).
Circolano le bozze della riforma proposta dal vicepresidente Marino Vago per mettere ordine nelle adesioni delle imprese al complesso sistema confindustriale: chi s’iscrive alle unioni, chi alle categorie, chi ha plurime adesioni secondo le sedi degli stabilimenti. Vago vuole semplificare (magari dando più spazio alle territoriali sulle categorie): l’idea prevalente è consentire alle imprese non doppiamente inquadrate di aderire sia alle unioni territoriali sia alle federazioni di categoria per almeno 18 mesi pagando solo una quota associativa. Dopo si sceglierà territorio o categoria, o se pagare più contributi. Vago persegue la riforma anche per acquisire un ruolo nella campagna presidenziale (nella cordata montezemoliana pro Andrea Moltrasio) e mantenere così il posto da vicepresidente. Moltrasio, però, ha offerto un incarico nazionale ad Alberto Ribolla, presidente degli industriali di Varese, e alla lunga non potrà non esserci concorrenza tra aspiranti (della stessa città) agli stessi ruoli. La partita delle vicepresidenze «lombarde» merita molta attenzione.
Girano voci sull’idea di Montezemolo, molto attento alla sua successione, di proporre come segretario della commissione dei saggi (designata dagli ex presidenti per consultare sul futuro presidente gli imprenditori impegnati nella macchina confindustriale) Luigi Mastrobuono, attualmente vicedirettore. Mastrobuono ha una carriera esterna a quella confindustriale, era segretario della Fiera di Bologna di cui Montezemolo era (ed è) presidente. Sinora per questo ruolo di segretario, assai delicato, si erano scelte figure superpartes: il mitico Carlo Marchetti e, nell’ultima tornata, Giuseppe Rosa.