Intesa Sanpaolo: la Compagnia «sfida» Guzzetti

Grande Stevens: «Disposti a salire per distanziare Cariplo, Iozzo è pronto a lasciare». Zaleski e Generali arrivano al 3% di Torino

Massimo Restelli

da Milano

La squadra di Giovanni Bazoli stringe la presa su Intesa Sanpaolo. Romain Zaleski, da sempre longa manus finanziaria del banchiere bresciano, ha infatti fatto lievitare al 2,96% del capitale ordinario il proprio impegno a Torino così come le Generali giunte al 2,91% (per entrambe la quota sul totale è al 2,5%). Munizioni messe nel caricatore il primo dicembre per spianare la strada all’assemblea da cui sarebbe poi nata la superbanca ma rilanciate ieri da Radiocor dopo aver sfogliato i verbali.
Nelle stesse ore si stava consumando un confronto a distanza nel mondo delle fondazioni. Protagonista la Compagnia di San Paolo (7,5% post fusione) che, per difendere la propria «primogenitura» azionaria, è pronta a mettere mani al portafogli così da mantenere «perlomeno invariata la distanza» con Cariplo. Parola del presidente Franzo Grande Stevens che sembra così fare esplodere un colpo d’avvertimento alle mire di rafforzamento del plenipotenziario di Cariplo, Giuseppe Guzzetti (4,7%). In gioco c’è perlomeno l’1% che sarà ceduto da Cariparma prima di vestire i colori del Credit Agricole ma se Milano salirà così farà anche Torino. Malgrado le fondazioni siano candidate a stringersi insieme agli altri grandi soci in un patto di consultazione, Compagnia di San Paolo «non ha alcuna intenzione di diminuire» il proprio peso, ha infatti ribadito Grande Stevens a una città che continua a vivere le nozze come una perdita di sovranità. Da qui probabilmente anche la granata riservata al Santander: senza l’accordo con Intesa, Piazza San Carlo «sarebbe diventata la più importante filiale» degli spagnoli ha ammesso l’avvocato storico degli Agnelli smentendo invece le voci che puntavano su un suo disimpegno dall’Ente. Opposta la sorte di Alfonso Iozzo che, visto l’impegno alla Cdp, lascerà il consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo «appena glielo chiederemo» e sarà individuato il sostituto. Grazie alla fusione, Torino «non è diventata spagnola» e Milano «francese» ha sintetizzato Grande Stevens aprendo comunque a un accordo con il Santander. Cui potrebbero essere offerti gli sportelli in esubero per limiti Antitrust.