Intesa Sanpaolo: tre miliardi per l'agrobusiness

Nasce Agriventure, un centro di eccellenza dedicato allo sviluppo di progetti per l'ammodernamento delle imprese agricole. «È un investimento strategico», dice l'amministratore delegato Passera

«L'agricoltura è un settore strategico che può fare la differenza. Per questo motivo bisogna appoggiare nuove iniziative nell'agrobusiness». L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, ha introdotto con queste parola l'ultima «creatura» del gruppo bancario. Si tratta di Agriventure, un nuovo centro di competenza finalizzato allo sviluppo di prodotti e servizi finanziari dedicati al settore agroalimentare e alla promozione dei progetti imprenditoriali più innovativi della filiera. La società, partecipata da Intesa Sanpaolo all'80% e dalla controllata Banca Cr Firenze al 20%, svilupperà la propria attività prevalentemente in tre direzioni: attività di ricerca, assistenza specialistica alla rete di sportelli e coordinamento tra le imprese e le istituzioni. La presidenza del nuovo istituto è stata affidata al presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, mentre la vicepresidenza è del numero uno di Cr Firenze, Aureliano Benedetti. La società opererà attraverso una struttura centrale, collocata nel capoluogo toscano, e una rete di specialisti dislocati su tutto il territorio con un dimensionamento a regime di circa 50 risorse. «Questa non è né l'ennesima banca di cui non c'è bisogno né una società di consulenze», ha aggiunto Passera sottolineando che Intesa Sanpaolo intende «sporcarsi le mani rendendo più facilmente realizzabili alcuni i progetti di ammodernamento della nostra economia». Una sfida, ma anche un'opportunità di crescita considerato che il settore agroalimentare rappresenta circa il 15% del pil italiano. «Nel settore agricolo Intesa Sanpaolo - ha ricordato Passera - ha erogato circa 5 miliardi di finanziamenti con una quota di mercato del 16%». Agriventure intende però andare oltre assumendo direttamente partecipazioni in equity nei progetti finanziati qualora necessario e potrà contare su una disponibilità di 2-3 miliardi di euro. «Se non si coniuga l'eccellenza con l'efficienza abbiamo fallito. E l'eccellenza si ottiene ristrutturando le filiere», ha commentato il presidente di Confagricoltura e di Agriventure, Federico Vecchioni aggiungendo che i primi settori sui quali si concentreranno gli interventi saranno quelli della cerealicoltura, dell'olivicoltura, della zootecnia e del vitivinicolo.