Intesa scommette sulla Fiat e fa il pieno di utili (più 21%)

L’ad Passera: «Possibili acquisizioni in Centro Europa. Nessun riacquisto di azioni proprie»

da Milano

Utili in crescita del 21,1% a 751 milioni per Banca Intesa, che a fine marzo supera le stime degli analisti centrando gli obiettivi del piano industriale. Migliorano i ricavi in tutti i settori e in particolare della divisione Corporate così come il Roe è salito al 19,7% (20% l’obiettivo a fine 2006). Davanti alle domande degli analisti se l’ipotesi di una fusione con Capitalia fosse da considerare «definitivamente tramontata», l’amministratore delegato Corrado Passera ha evitato ogni commento. Specificando però che, se il gruppo avrà capitale in eccesso, questo potrà essere reinvestito in piccole o medie acquisizioni nel Centro-Est Europa più che in operazioni di riacquisto di azioni o nel comparto assicurativo.
Il top manager (che ha deciso di reinvestire in titoli Intesa l’intera plusvalenza derivante dall’esercizio delle stock option 2005) ha poi espresso soddisfazione per Fiat, dove la posizione di Intesa (che possiede una quota del 5,5% derivante dal convertendo) è «ormai completamente coperta». Sul management del Lingotto c’è piena fiducia. Il tema della possibile cessione della quota, ormai divenuta una partecipazione finanziaria, è quindi rimandato, complice il rialzo del Lingotto in Piazza Affari.
Entrando nel dettaglio della trimestrale, Intesa ha registrato i proventi operativi netti più elevati mai realizzati (2.753 milioni, con una crescita del 14%) e un aumento della gestione operativa (più 23% a 1,4 miliardi), mentre il totale degli accantonamenti e delle rettifiche nette sono salite dell’1,3% a 230 milioni in linea con gli obiettivi che mirano a fare di Intesa una delle migliori banche europee per la qualità dell’attivo.
Il risultato dell’attività di negoziazione, spiega il gruppo, ha messo a segno un risultato record di 364 milioni, in crescita rispetto ai 188 milioni del primo trimestre 2005, anche a seguito dell’effetto valutativo delle interessenze azionarie in Fiat e Parmalat che contribuisce per circa 100 milioni. Sulla posizione Fiat, dopo gli oneri per l’acquisto di opzioni put e la vendita delle call, Intesa ha avuto un effetto positivo di 80 milioni.
Salito del 9% a 678 milioni il risultato della gestione operativa della divisione rete (più 11,1% quello della divisione banche Italia) mentre quello delle banche estere è cresciuto del 15,6% a 111 milioni. Balzo del corporate (più 82,5% a 334 milioni) che evidenzia un significativo miglioramento della redditività dovuto alla crescita dei ricavi. Alla dinamica dei ricavi hanno concorso, oltre all’effetto valutativo su Fiat e Parmalat, una crescita del 10% delle commissioni e maggiori oneri di raccolta connessi all’aumento del portafoglio investito di Caboto e del merchant banki