Intralot è il re degli esteri

Il bookmaker greco ha fatto un investimento di 100 milioni di euro in Italia

Intralot è l'operatore estero ad essersi aggiudicato con il recente bando di gara più diritti in assoluto (416 negozi e 164 corner sportivi oltre a 9 negozi ippici) a fronte di un investimento di 100 milioni di euro sul mercato italiano. Entro la fine del mese dovrebbe attivare 50 punti oltre ai 2 corner aperti a Roma e ai 2 negozi sportivi già attivi ad Arzignano (Vicenza) e Ariano Irpino (Avellino). In chiave statistica il bookmaker greco ha acquisito con 580 diritti sportivi il 43% dei 1349 diritti totali (658 agenzie e 691 corner) che si sono aggiudicati gli operatori esteri. Se si tiene conto solo delle agenzie, la percentuale sale addirittura al 63,2%. Sotto questo aspetto una sorpresa. Ne parliamo con Costantino Georgoulas, dg Intralot Italia.
Come mai tanto interesse verso il nostro Paese?
«L'Italia rappresenta uno dei principali mercati europei, dalle potenzialità ancora inespresse. Negli ultimi anni abbiamo seguito con particolare attenzione la politica dello Stato italiano in questo settore e abbiamo apprezzato le strategie di Aams che ha rivoluzionato il mondo dei giochi e fornito garanzie sufficienti agli investitori. Il bando ha aperto una porta che non potevamo ignorare».
Il nostro mercato è paragonabile a qualcuno di quelli che conoscete?
«Quello italiano è l'unico mercato del betting in cui ci siamo esposti in maniera diretta, quindi è sicuramente più impegnativo rispetto agli altri in cui operiamo. Per dare un peso alla nostra azione, mi piace ricordare che solo qui siamo presenti con il nome Intralot».
Molti operatori hanno difficoltà ad aprire i nuovi punti. Qual è la situazione di Intralot e cosa succederà nei prossimi mesi?
«Tutte le fasi di roll-out si portano appresso inevitabilmente una serie di difficoltà, soprattutto per gruppi come il nostro che non hanno sul territorio una rete consolidata. Nonostante questo handicap, i risultati sono già interessanti. Il problema comune a tutti gli operatori deriva dal rilascio delle autorizzazioni di pubblica sicurezza, il cosiddetto Tulps, da parte delle Questure. È la fase più spinosa, ma fa parte del gioco, la risolveremo».
Cosa manca al mercato italiano per essere ancora più competitivo?
«Un palinsesto più ampio costituirebbe, tra l'altro, un deterrente contro le azioni di quegli operatori che si propongono sul mercato senza averne la legittimità».
Ci dobbiamo aspettare altre «sorprese» da Intralot nel 2007?
«Intralot non ritiene l'acquisizione dei diritti sportivi, tra negozi e corner, come un punto di arrivo. Stiamo agendo per acquisire aziende importanti che già operano in questo mercato».