Intrigo d’amore e politica all’ambasciata

Nel film del regista polacco gli incoerenti fanno carriera e Nikita Mikhalkov interpreta un viceministro sovietico

Maurizio Cabona

Nelle relazioni internazionali, è detto persona non grata un diplomatico o comunque uno straniero da allontanare dal Paese dove è accreditato. E Persona non grata s’intitola il bel film scritto e diretto da Krzysztof Zanussi, sorta di Umberto Cd (nel senso di Corpo diplomatico). Infatti il senile, etilico ambasciatore polacco (Zbigniew Zapasasiewicz) in Uruguay non ha perso il gradimento del governo di Montevideo: ha perso quello di se stesso. Intellettuale di Solidarnosc sotto il comunismo, divenuto periferico diplomatico col postcomunismo, ha visto non solo premiati gli opportunisti ed emarginati i coerenti, ma ha vissuto nella consapevolezza che la moglie - appena morta - lo tradiva col diplomatico sovietico (Nikita Mikhalkov) ora divenuto viceministro degli Esteri della Russia. Nei suoi ultimi giorni, infine, si scontra con l’ambasciatore d'Italia (Remo Girone), la cui moglie (Vittoria Zinny), emulando la contessa di Castiglione, soffia alla Polonia un grosso affare di elicotteri militari... Polacco e cattolico, Zanussi dirige qui altri due registi: Jerzy Stuhr, polacco e cattolico, nel ruolo dell’ultimo diplomatico di scuola comunista, l’unico in tutta l'ambasciata a Montevideo ad avere il senso della professione; e Mikhalkov, russo e ortodosso. L’insolita coaizione fra questi condottieri cinematografici poteva finire in scontro di personalità, se non di civiltà. Eppure Persona non grata funziona e piacerà a chi cerca un film senza giovani, senza urla, senza illusioni. La maturità trova ancora spazio, talora.

PERSONA NON GRATA di Krzysztof Zanussi (Polonia/Italia, 2005), con Zbigniew Zapasasiewicz, Jerzy Stuhr. 114 minuti