Intuito e curiosità: 70 ore per imparare che cosa è «cool»

Il cacciatore di tendenze è l’esperto che detta le regole a stilisti, designer e creativi. Apre un corso in via Vigevano

Voglia di girare il mondo, grande spirito di osservazione, curiosità. E fra le doti innate: intuito, creatività, lungimiranza. È proprio «il saper vedere lontano» la caratteristica indispensabile del «cacciatore di tendenze», in gergo modaiolo «cool hunter». Ossia la persona che decide che cosa è «cool» e che cosa non lo è. Nella moda, nel design, nel cibo, nel presentare un locale o uno spettacolo. E - particolare fondamentale - anticipa le tendenze e gli umori delle stagioni prima di tutti gli altri. Un bravo cool hunter può, ad esempio, suggerire agli stilisti colori o tessuti delle prossime stagioni, osando perfino stabilire le lunghezze cui un abito dovrà tendere. Sa intuire quali oggetti inutili compreremo più volentieri e quale forma avrà il frigorifero più gettonato. Sa mixare ed importare, copiare e reiventare. Oggi il «ricercatore di tendenze» è diventato un vero e proprio mestiere. E c’è chi prepara a diventarlo. Sono appena iniziate a Milano le lezioni promosse da Polimoda alla Fashion Work Library (via Vigevano 35). Si tratta in realtà della nona edizione del corso. «Abbiamo appena concluso con il tutto esaurito un ciclo di lezioni a Firenze», fanno sapere dalla sede fiorentina.
Chi si iscrive? Chi desidera inserirsi nelle multinazionali della moda o nelle aziende di comunicazione e design. Il corso, è strutturato in 10 lezioni per 70 ore complessive (il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18 in via Vigevano 35). I momenti teorici sono integrati con esercitazioni, simulazioni, lavori di gruppo e, durante lo svolgimento del corso, sono previsti incontri con professionisti del settore che porteranno la propria testimonianza diretta. La quota di iscrizione, comprensiva del materiale didattico, è di 2.160 euro (iva inclusa). Il corso è rivolto sia a giovani in grado di captare gli stimoli dell'ambiente che li circonda, sia a professionisti - come fotografi, architetti, stylist, giornalisti, designer - che vogliono affiancare alla loro occupazione quella di «cacciatori». «A chi considera questo un lavoro effimero, mi piace rispondere che paradossalmente è molto concreto proprio per il legame con il prodotto, che riporta automaticamente con i piedi per terra. Questo perché lo scopo di un “cool hunter” è quello di fornire nuove idee che possano il più facilmente possibile trasformarsi in prodotto - ha sottolineato Lorenzo Cotrozzi - uno dei docenti in Polimoda e cool hunter di professione -. Nella mia esperienza, ciò che finora ha funzionato di più è stata la specializzazione in un preciso settore della moda: calzatura, accessori, materiali in pelle, ambiente nel quale, prima di propormi come cool hunter, ho lavorato per lungo tempo e in almeno due ruoli diversi (fotografo pubblicitario e redattore)».
Il corso varia da un numero minimo di 12 partecipanti a un numero massimo di 25, al termine, verrà rilasciato a ciascuno l'attestato di frequenza (per informazioni: telefono 055.739961 o www.polimoda.com-benedettinim@polimoda.com).