«Invece delle mucche tutelare le donne madri»

È vergognoso che, ancora una volta, una donna venga lasciata da sola di fronte ad una gravidanza disagiata. Non possiamo accettare che una donna non venga informata sufficientemente dalle Istituzioni che è possibile partorire in Ospedale in anonimato senza dover riconoscere il figlio come previsto dalla legge. È inconcepibile poi che questa stessa donna si venga a trovare da sola di fronte alla giustizia, per rispondere di un gesto grave ma avvenuto in circostanze tragiche». Con queste parole Eraldo Ciangherotti, vicepresidente Federvita Liguria e Presidente del Centro di Aiuto alla vita ingauno, commenta la vicenda della giovane spezzina di 30 anni che ha confessato di essersi disfatta del figlio nato prematuro al settimo mese.
«Chiediamo ancora una volta che venga applicata la Legge 194 in merito alla tutela sociale della maternità. Noi dei Centri di Aiuto alla Vita Liguri non riusciamo a sopperire completamente a tutti gli appelli che riceviamo. Abbiamo bisogno di aiuto per potenziare l'informazione e per promuove progetti personali alternativi a tragedie di questo genere. La Regione Liguria, come previsto per legge deve finalmente finanziare e promuovere la tutela sociale della maternità. È scandaloso infatti, - conclude Ciangherotti - che mentre inserisce tra le sue priorità un finanziamento di 750 mila euro per la tenuta dell'albero genealogico delle mucche, dimentichi questioni molto più urgenti come il sostegno concreto al disagio della donna».