Inversione di tendenza: benefici solo a chi merita

L’asse della riforma è l’attribuzione selettiva degli incentivi economici e di carriera, in modo da premiare i capaci e i meritevoli. È un’inversione di tendenza rispetto alla generalizzata distribuzione a pioggia dei benefici che da decenni ha prevalso nelle amministrazioni pubbliche. Il decreto fissa una serie di principi nuovi e inderogabili per i contratti collettivi: non più di un quarto dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista. Non più della metà potrà goderne in misura ridotta al 50%, mentre ai lavoratori meno meritevoli non sarà corrisposto alcun incentivo. Inoltre vengono previste forme di incentivazione aggiuntive per le performance di eccellenza e per i progetti innovativi. Saranno stabiliti infine criteri meritocratici per le progressioni economiche (che rappresentano nel pubblico l’equivalente dei «superminimi» del privato). I dipendenti migliori accederanno a percorsi di alta formazione.