Gli investigatori privati svelano i loro segreti

Una volta c’era solo Sherlock Holmes. Oggi sono tanti, ma la stoffa che serve è sempre la stessa. Fare l’investigatore privato è un mestiere in evoluzione, vuoi per le tecnologie che si aggiornano di continuo, vuoi per le questioni private che diventano sempre più complesse. Se ne parla oggi a Genova, presso la sede di Confindustria, dove - per la prima volta in Liguria - si svolge il seminario dell’Accademia Federpol per l’aggiornamento professionale degli investigatori privati. «La nostra è una professione che incuriosisce, ma anche complessa - racconta Adriano Venturi, ex maresciallo dei carabinieri e oggi presidente della Federpol - L’aggiornamento è fondamentale perché siamo sempre al limite, le leggi sono giustamente severe, e sono molte le volte in cui ci troviamo a fare anche attività di controspionaggio». Non solo tradimenti coniugali, ma anche genitori preoccupati per i figli e aziende che temono concorrenti o boicottaggi interni. «Sul fronte familiare il controllo dei figli è diventato frequente - spiega Venturi -, ci sono ragazzine che escono do casa in jeans e infradito dicendo di andare da un’amica e poi girato l’angolo indossano il tacco dodici e la minigonna inguinale per la discoteca».
Al seminario di oggi, a cui partecipa anche un funzionario del ministero dell’Interno si parlerà delle nuove frontiere delle investigazioni. E è probabile che molti giovani scoprano una vocazione da... 007.