Investimenti doc: apre in Galleria la Borsa del vino Nuova attività per l’hotel a sette stelle, c’è anche una cantina-museo con i pezzi rari

Il lusso non ha limiti. Anche in tempo di crisi c'è sempre qualcuno che inventa un nuovo modo per viziarsi e viziare. E qui a Milano, dove può accadere se non nella «Casa di Lusso»? Così chiamata, Town House Galleria, primo e unico hotel a 7 stelle d'Europa, nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II, ha da poco inaugurato una nuova attività: è nata infatti la prima Borsa del vino, The Wine Exchange, dove acquistare, ordinare e reperire le più importanti etichette del mondo di vini e champagne. Capo dell'iniziativa è Alessandro Rosso, proprietario del gruppo Town House Hotels, che ha affidato all'esperto Anthony Chicheportiche, il compito di selezionare i vini in assoluto più rari e prestigiosi. A dispetto della crisi economica, nel 2008 si è verificato un maggior investimento nei vini Doc e più importanti. Il mercato internazionale del vino sembra premiare la qualità e l'eccellenza. Ecco perché ha un senso dare a Milano un luogo dove è possibile acquistare le bottiglie migliori, alla presenza di maitre e sommelier speciali. Il vino italiano è sempre più apprezzato e richiesto all'estero, soprattutto in Germania e negli Stati Uniti. Infatti, la Borsa del vino risponde anche all'esigenza di offrire una «cassaforte» agli ospiti stranieri che comprano le nostre bottiglie e hanno poi difficoltà a spedirle in aereo, a causa delle nuove normative di trasporto eccezionale. Gli habitué dell'hotel possono così lasciare in custodia i vini che acquistano in Italia, in una cantina creata ad hoc dall'architetto Ettore Mocchetti, con zone di ombra e luce a temperature diverse, ideale per conservare qualsiasi nettare. Il wine stock Exchange vuole quindi soddisfare i clienti internazionali più assidui, che per motivi di lavoro o piacere soggiornano spesso a Milano, e allo stesso tempo contribuire a favorire il made in Italy, in un settore per cui ci stiamo affermando in tutto il mondo (basti pensare che negli Stati Uniti, ad esempio, un terzo del totale delle bottiglie di vino consumate viene dall'Italia). Nella cantina della casa in Galleria è attualmente in mostra e in vendita l'unico esemplare di Dom Perignon Rosé Guitar Case, disegnato dallo stilista della maison Chanel, Karl Lagerfeld. Interamente realizzata a mano, la custodia rosa è al suo esterno in pelle di pesce persico, mentre la fodera interna è in pelle di agnello. Ciò che contiene è una selezione di sei rarissimi Dom Perignon Rosé Vintage: tre del 1996, due del 1986 ed uno del 1966. In più ci sono tre flute di cristallo per brindare come si deve. A chi vorrà acquistare questo piccolo tesoro sarà offerta una degustazione esclusiva con un enologo Dom Perignon, presso l'abitazione dell'acquirente o all'abbazia di Hautvillers in Francia, luogo d'origine del celebre champagne. Il prezzo è di 50mila euro. Se invece non siete interessati all'acquisto ma avete la curiosità di ammirare quest'opera d'arte, prima che sia bevuta, è possibile fissare un appuntamento prenotando al numero 02.89058297 o inviando un'email con l'orario di preferenza a galleria@townhouse.it, anche se non si è clienti. Intanto volete qualche consiglio? Tra le etichette che la Borsa del vino suggerisce in questo periodo, vi sono bottiglie come lo Chateau Margaux, 2000 Magnum (8.000 euro) o il Petrus del 1970 (6.080 euro); ma anche proposte più «modeste», come il Moet et Chandon-Dom Perignon, Vintage 1982 (2.400 euro) o lo Chateau Haut Brion del 1975 (700 euro). In queste circostanze essere astemi è un bel risparmio.