«Investimenti straordinari, esclusa la metà dei comuni»

Desideri (Dc): i fondi dovrebbero finanziare interventi minori, eppure il Comune di Roma è tra i più favoriti

«La metà dei comuni della provincia di Roma è stata esclusa dal Piano straordinario di investimenti minori varato dalla giunta regionale per favorire lo sviluppo socioeconomico». A renderlo noto è il capogruppo della Democrazia Cristiana al Consiglio regionale del Lazio, Fabio Desideri.
«Nello specifico – ha spiegato Desideri – sono 58 (su 121) le municipalità dell’hinterland romano depennate dalla lista dei beneficiari del programma straordinario. I 63 comuni inseriti in elenco si divideranno, invece, 29 milioni e 682mila euro». Il piano, che ha base triennale (2006-2008) e stanzia per tutto il Lazio 55 milioni di euro, nasce con l’articolo 55 della Finanziaria regionale. In particolare, il comma 5 recita: «Al fine di favorire la riqualificazione e la valorizzazione dei comuni del Lazio, la Regione contribuisce al finanziamento di interventi straordinari minori per la viabilità, il recupero dei centri storici degli edifici di pregio e di culto, per l’acquisto, la realizzazione e la manutenzione di centri socio-culturali, sportivi e di edilizia scolastica nonché per le opere di recupero ambientale e per l’acquisto e la gestione di strumenti tecnici finalizzati alla informazione e comunicazione di pubblica utilità».
«Stranamente – ha aggiunto Desideri – la parte del leone, in questo piano straordinario di investimenti definiti minori, la fa il comune più grande, quello di Roma, con 26 progetti approvati per complessivi 4 milioni e 705mila euro. E dire che tra le 58 municipalità escluse, ben 48 hanno meno di 10mila abitanti; 16 addirittura meno di 1000. Spicca inoltre la mancanza di alcune delle più importanti cittadine del litorale: Anzio, Nettuno, Ardea, Fiumicino e Santa Marinella. Il record di fondi nella provincia se lo aggiudicano Palombara (1 mln e 464mila euro), Palestrina (1 mln e 220mila), Fonte Nuova (1 mln e 100mila) e Lanuvio (803mila)». «Certo, è un po’ bizzarro – ha commentato Desideri – che un programma così articolato e finalizzato a realizzare investimenti minori nei comuni, escluda tante, troppe piccole realtà, quelle che ne avrebbero maggiore necessità e, al contrario, indirizzi gran parte dei fondi verso la capitale. Il Lazio governato dal centrosinistra è forse un po’ troppo assoggettato all’amministrazione capitolina».
Desideri ha annunciato la presentazione di un’interrogazione consiliare urgente al presidente della Regione e all’assessore competente.