INVESTIMENTI

Le mani del governo finiranno nelle tasche (o meglio, nei conti titoli) degli investitori. Ma in questo caso il gioco è a somma zero, nel senso che, nel complesso, ci saranno anche contribuenti che trarranno vantaggi. Nel caso di chi investe in azioni e strumenti finanziari, sempre a partire dal 2012, il fisco interverrà per prendere soldi, mentre nel caso dei titolari dei conti correnti, per metterne. Con l’armonizzazione delle aliquote non si applica più l’imposta del 27% sugli interessi dei conti correnti e dei depositi bancari. Scenderà al 20%. Anche quella sulle rendite finanziarie (fatta esclusione per quelle dei titoli di Stato) andrà al 20%. Prima, però, era al 12,7%. Nel primo caso c’è un’aumento delle imposte del 7% e nel secondo una diminuzione di eguale misura. Le novità si applicheranno ai risultati maturati a partire dal primo gennaio 2012 e valgono un miliardo di euro.