Investono un agente per fuggire Arrestati dopo una sparatoria

Finge di accostare all’alt della polizia, ma poi riparte e travolgendo un agente, facendolo rotolare sul cofano e poi a terra. Il collega estrae la pistola e piazza sei colpi nel lunotto, senza però fermare l’auto, poi risultata in rubata. Ma nel giro di un’ora i responsabili sono già in manette. Uno di loro, ivoriano di 22 anni, salì alla ribalta della cronaca il 13 febbraio quando venne accoltellato nel corso di una rissa in via Padova in cui fu ucciso un egiziano di 19anni. Colpito questa volta al fianco, viene rintracciato al Pini dove l’aveva abbandonato il conducente, un italiano di 29 anni, anche lui rintracciato e arrestato. Meno drammatiche del previsto le conseguenze: l’agente e il fuggitivo se la caveranno infatti in pochi giorni.
Sono circa le 5.30 in Gola quando un equipaggio del 113 sta raccogliendo elementi per chiarire la dinamica di un’aggressione. In quel momento arriva a forte velocità una Mercedes Classe A, e uno dei due agenti si mette in mezzo alla strada per fermarla. L’auto inizialmente rallenta poi accelera di colpo, cogliendo in pieno il poliziotto che rimbalza sul cofano per poi finire sull’asfalto. Il collega spara alle gomme, senza riuscire a fermare la macchina.
Passa appena mezz’ora e dal Gaetano Pini chiamano perché un giovane africano, è stata scaricato al pronto soccorso con una ferita al fianco. Venendo subito identificato come il passeggero dell’auto in fuga. Si chiama Lacine Kone, ha 22 anni ed è originario della Costa d’Avorios: stessi nomi, età e nazionalità dell’africano ferito in via Padova 9 mesi fa. Nella rissa un domenicano di 30 anni colpì a morte un egiziano di 19, scatenando poi la violenta reazione dei connazionali che misero e ferro e fuoco il quartiere.
Pochi minuti un equipaggio, arrivato al Ticinese in supporto ai colleghi, vede arrivare a piedi Vincenzo P. 29 anni, abitante a due passi dalla sparatoria. Un po’ perché assomiglia alla descrizione fatta dal poliziotto investito, un po’ perché ubriaco, viene fermato e controllato. Alla fine ammette tutto. Era lui alla guida della Mercedes, rubata il 4 novembre insieme all’amico africano. Dopo la sparatoria ha portato il giovane all’ospedale più vicino, per poi lasciare l’auto parcheggiata davanti al Pini, in via Quadronno per la precisione. Il giovane viene arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, nonché denunciato per il furto della Classe A.