Investono cane-guida e picchiano l’invalido

L’aggressione in zona Corvetto: il malcapitato dopo i soccorsi è sparito e non ha sporto denuncia

Paola Fucilieri

Hanno investito in auto il suo cane. Poi si sono fermati, sono scesi e hanno aggredito lui, il proprietario, colpendolo con la sua stessa stampella, mentre si lamentava e inveiva contro chi aveva appena fatto del male alla sua guida a quattro zampe. Perché l’uomo aggredito è un invalido, una persona con problemi di deambulazione, che può andarsene in giro, seppure senza strafare, solo grazie a un sostegno, la stampella innanzitutto e magari un «supporto» morale, in questo caso il proprio cane. Dopo aver picchiato il poveretto, i giovani teppisti se ne sono andati via. Scansando con l’auto il cane e il suo padrone e abbandonandolo lì, a terra, senza pietà, come oggetti inanimati. Sul posto è arrivata una volante della polizia. Storie metropolitane. Sempre più, inutilmente, cattive. Quasi come se certi angoli di Milano replicassero una sorta di Gotham City ma priva del suo Batman.
L’aggressione di cui vi parliamo è avvenuta martedì pomeriggio, intorno alle 17.30, in via San Dionigi, una lunga strada che corre parallela a via Vaiano Valle e a via Ripamonti e che, da piazza Angilberto, ai limiti del Corvetto, porta fino a Chiaravalle.
Angelo D. G., un invalido di 49 anni, ha raccontato ai poliziotti della volante che sono giunti sul posto subito dopo il fatto, che stava passeggiando nei pressi della propria abitazione quando un’auto con a bordo cinque giovani che lui sostiene di «conoscere di vista» - quindi, probabilmente, qualcuno della zona - ha investito il suo cane. L’uomo ha inveito contro i cinque che, a quel punto, si sono fermati e lo hanno picchiato, usando anche la sua stampella.
L’invalido - con vistosi ematomi in particolare sul naso e all’occhio destro - ha assicurato ai poliziotti di non voler far intervenire l’ambulanza e che si sarebbe presentato poi lui stesso al commissariato di zona, «Mecenate», per sporgere denuncia. Fino a ieri sera, però, al commissariato non avevano notizie di Angelo D.G. che non ha ancora querelato i suoi aggressori. E tiene tuttora per sé non solo le botte che ha rimediato da quei cinque giovani balordi, ma anche quelle che sono le condizioni del suo cane. Il poverino, infatti, è apparso subito malconcio ai poliziotti della volante, ma l’invalido ha assicurato che lui stesso si sarebbe subito occupato del suo «amico», portandolo immediatamente dal veterinario.
Cane e padrone sono poi spariti nel nulla. E tuttora l’invalido non ha ancora sporto denuncia al commissariato di zona. La polizia ha però tutti i suoi dati e, tra qualche giorno, sapremo com’è andata a finire questa triste storia.