Invia sms agli amici: «Battaglia d’acqua?» La polizia arresta un giovane inglese

Troppo vicino, cronologicamente, alle sommosse di Londra, per essere percepito dalla polizia come un semplice invito agli amici per passare un pomeriggio d’estate insieme, giocando «alla guerra» ma solo per finta, con pistole e fucili ad acqua, come è successo pure a Teheran una dozzina di giorni fa (e lì ci sono stati diversi arresti). Decisamente, i poliziotti inglesi hanno ancora troppo i nervi a fior di pelle. E così, un ventenne di Colchester, nell’Essex, in Gran Bretagna, è stato arrestato e poi rilasciato, ma su cauzione, per aver inviato messaggi tramite Blackberry invitando i conoscenti a un combattimento ad acqua. Comparirà davanti al giudice il primo settembre. Accusa: «Incoraggiamento o aiuto nella commissione di un reato». Testo di legge: quel Serious Crime Act del 2007 che ha permesso alla polizia, nel caso specifico, di «ritenere che la battaglia ad acqua fosse solo la copertura per una nuova chiamata alla rivolta». Ad aggravare le cose, l’uso del Blackberry, più precisamente quel programma di messaggistica chiamato BBM che è stato usato anche dai rivoltosi di Londra, e di altre città messe a ferro e fuoco nelle ultime due settimane, e che ha consentito loro di scambiarsi messaggi criptati che nemmeno la polizia poteva intercettare (fino a quando la Rim, produttrice del BlacKberry, non ha deciso di collaborare). L’insieme di indizi - e il giro di vite voluto da David Cameron su social network e tecnologie simili - deve aver portato i poliziotti a decidere per l’arresto. Le indagini faranno il loro corso e ci diranno se dietro gli inviti del giovane c’era qualcosa di più che un’innocente voglia di divertimento. Ma questo è certo un segnale: di fermezza da parte della polizia ma anche di un monitoraggio della privacy davvero insolito per l’Inghilterra.