Invidia o antipatia? I giocatori di serie A snobbano il Mancio

Più della bravura, poté l’invidia. Roberto Mancini deve essere tipo urticante per certa parte del mondo calcistico, ma chi mai potrà negargli qualche spicciolo di bravura come allenatore e chi mai potrà dire che non ha vinto niente, guardando il pedigree? Bene, qualcuno c’è. Sorprendente, ma vero, i giocatori di serie A. Stasera infatti, a Milano, verranno consegnati gli oscar del calcio, decisi dalle votazioni appunto dei calciatori. E nelle nomination degli allenatori manca il tecnico dell’Inter. Ancelotti, Prandelli e Spalletti si giocheranno il premio. Lui sarà un fantasma scomodo. Se fosse possibile scrutare le nomination voto per voto, magari ci sarebbe da sorprendersi nello scoprire amici e nemici.
Ma non è questo quello che conta. Conta, invece, pensare che dalla triade è stato escluso l’allenatore che ha vinto lo scudetto. Con una squadra fortissima, diranno i soliti esploratori dell’ovvio. Vero, ma più che vinto, ha stravinto: con tanto di record su record. Sarebbe stato facile per tutti? Difficile crederlo. A questo va aggiunto che Mancini ha dimostrato di essere un eccellente conoscitore di giocatori, di essere stato in grado di sviluppare le migliori qualità di alcuni giovani, di avere tratto il massimo anche da quelli affermati, e di aver accompagnato l’esplosione definitiva di Ibrahimovic, lavorando dove Capello aveva fallito. Non basta tutto questo per entrare nel gruppo dei tre allenatori da oscar? Allora perché non inserire Cagni, che l’anno scorso ha fatto un lavoro splendido? Qualcuno dirà: Mancini ha fallito in Champions. E Spalletti, che rischia di vincere il premio, ha fatto molto di meglio con i bravi giocatori che aveva?
Morale: o invidia e antipatia divorano i giocatori o i medesimi capiscono poco di calcio. Nel primo caso avrebbero tolto valore al premio. Nel secondo si meriterebbero Mancini per allenatore.