Inzaghi esce dal letargo e prende per mano il Milan

Tripletta di Superpippo. Galliani: «Questa è la squadra che voglio»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Reggio Calabria

Prima la paura, poi altri quattro gol per dire che il Milan c’è ancora. E a Reggio Calabria c’è anche Pippo Inzaghi, autore di una tripletta (ma la prima rete nasce da un evidente fallo di mano dell’attaccante) d’autore. Evento che non si verificava in campionato dal 6 ottobre 2002 (Milan-Torino 6-0). «Ero stato così lontano dai campi di calcio che l’ultima tripletta non me la ricordavo più – scherza il bomber rossonero, sette reti in tredici partite di campionato quest’anno -. È sicuramente il miglior momento della mia carriera a livello fisico». A rovinare la giornata del bomber non possono esserci nemmeno le dichiarazioni, polemiche anche se pacate, del tecnico della Reggina Mazzarri. «Il tocco di mano di Inzaghi l’ho visto dalla panchina, a 60 metri di distanza. Eravamo sull’1-0, forse poteva cambiare qualcosa». «Il pallone era a un metro, non ho visto dove ha rimbalzato – risponde Inzaghi - però anche se ha preso la mano, mi pare superfluo. Con un 4-1...». E il vicepresidente del Milan Galliani rafforza il concetto: «Se ci mettiamo a discutere il risultato di Reggina-Milan, allora chiudiamo il calcio». SuperPippo vuole sì conservare una maglia da titolare nonostante l’agguerrita concorrenza (ieri mancava Shevchenko...), ma pensa anche a un eventuale viaggio in Germania con Lippi. «Amo la maglia del Milan e la sento mia – sottolinea Pippo -. Ora ne sogno un’altra, quella azzurra ai Mondiali». Nella giornata in Calabria, c’è anche la firma di Gilardino, un colpo di testa da applausi. «Con gli attaccanti che ha il Milan non si può giocare da soli là davanti, meglio essere in due», chiude bomber Pippo. Che riapre la solita querelle sul modulo rossonero. «Con quello a rombo è il vero Milan. E poi è un modulo inventato da Ancelotti», dice sornione Galliani.
«Non abbiamo giocato bene, meglio quando ho schierato il rombo», conferma il tecnico del Milan. Che all’inizio propone una disastrosa difesa inedita (Costacurta e Stam centrali, Simic e Kaladze esterni). Il gol di Paredes al 10’ - in sospetto fuorigioco, ma forse Stam è in linea con il sudamericano - sorprende il Milan e un Dida inspiegabilmente lontano dai pali. L’immediato pareggio «viziato» di Inzaghi (dopo una bell’azione di Kakà) fa respirare i rossoneri, l’ingresso di Serginho e il cambio di modulo (Kakà vertice alto del rombo dietro le due punte) spiana la strada. Gila regala un tocco di classe bruciando il giovane Giosa di testa, Inzaghi chiude i conti nella ripresa con un implacabile uno-due (assist dei brasiliani succitati).
La Reggina contesta, giustamente, un tocco di braccio in area di Serginho («potevamo andare sul 3-2, forse la partita avrebbe potuto cambiare volto», la nuova serena recriminazione di Mazzarri).