«Io, 17 anni, senza patente Ma guido già l’elicottero»

PadovaSe avesse la malaugurata idea di rubare la macchina del padre per farsi un giro sulle stradine tortuose che circondano i colli euganei, Luca rischierebbe di vedersi sequestrare il mezzo alla prima paletta rossa della polizia. Se ti beccano a guidare senza patente a 17 anni, infatti, sono guai seri. Per il ragazzo che sta al volante e per i genitori che non hanno vigilato adeguatamente. Per questo Luca Muehlbauer, diciassettenne di San Biagio di Teolo e studente di quarta liceo scientifico al «Galilei» di Selvazzano Dentro (provincia di Padova), ha pensato bene di aggirare l’ostacolo: i suoi colli euganei se li vede dall’alto, mentre svolazza felice alla cloche dell’elicottero, senza palette rosse o violazioni di legge.
Chiamatelo pure liceale volante, o teen-ager della cloche, ma non pensiate di avere di fronte uno scavezzacollo incosciente. Tutt’altro: Luca ha studiato come un mulo l’estate scorsa, quando aveva ancora 16 anni, per le lezioni di teoria, poi ha sostenuto l’esame pratico e alla fine ha ottenuto il brevetto per il volo privato. Ecco perché questo diciassettenne prodigio può volare ma non può guidare l’auto. Un paradosso?
«Per la verità prima degli esami di abilitazione - precisa Luca - ho dovuto sostenere 15 visite mediche in una struttura militare. Alla fine mi hanno dato il via libera per iniziare i test. E adesso sono felice di poter andare alla scuola di volo di Padova e di poter alzarmi in volo quando ne ho voglia».
E i genitori che ne pensano? «Be’, mia madre non ha fatto i salti di gioia - risponde -. È preoccupata che mi possa succedere qualcosa. In compenso è stato mio padre (Franz Muehlbauer, già allenatore della nazionale austriaca di sci, ndr) che mi ha incoraggiato». E la sua passione ha avuto origine durante un viaggio speciale, proprio con il papà. «Ricordo ancora quando mi ha portato a fare un volo panoramico sulle Dolomiti, con il gardenese Gabriel Kostner. Da lì ho iniziato a costruire modellini di aerei ed elicotteri e a farli volare. Ora volo io, è bellissimo».
Inutile chiedere se, da grande, vorrebbe fare il pilota di professione. «Be’, sì, mi piacerebbe - risponde -. Ma il prossimo brevetto, quello commerciale, costa una fortuna. Ed è ancora presto per parlarne. Ora devo concentrarmi nello studio, tra un anno avrò la maturità e non devo perdere la concentrazione».
Luca ha la testa tra le nuvole solo quando la porta in quota con l’elicottero, per tutto il resto mostra la massima responsabilità. «Per poter superare l’esame senza rischiare di prendere brutti voti a scuola - racconta - ho fatto in modo di studiare durante l’estate. C’era un librone di 500 pagine, mica una passeggiata».
Ma se c’è la passione, anche l’esame più complesso diventa abbordabile. Per quanto riguarda la pratica, poi, le sue 45 ore di volo, fatte a bordo di un Robinson, necessarie per arrivare al brevetto sono state la parte più divertente. Il suo sogno? Potere andare al liceo in elicottero. «Se solo mi facessero atterrare in cortile...».