"Io, antico precettore, in versione moderna"

Marco Rinaldi, 32 anni, laureato in filosofia classica, si offre (a prezzi modici) per insegnare "l'arte di saper vivere"

«Precettore» è un nome che sa di antico, richiama alla memoria una professione fuori moda. E invece si tratta di una figura che torna ad essere d’attualità. Il personaggio che la incarna ha il physique du rôle adatto: è alto, asciutto, elegante nei modi e nell’eloquio oltre che nel vestire impeccabile, vanta un curriculum accademico di prim’ordine e ha appena messo online un sito web per proporsi come tale (www.ilprecettore.it), l’unico del genere in Italia. Si chiama Marco Rinaldi, è nato ad Adria 32 anni fa, ha una laurea in filologia classica, ha frequentato la Normale di Pisa, dove ha svolto anche il dottorato di ricerca, ha insegnato nei licei e collabora con un dicastero vaticano come esperto latinista. Dal 1999 ad oggi ha curato l’istruzione privata di numerosi studenti liceali e universitari, presso famiglie residenti nel Nord Italia. «Oggi nel nostro Paese – spiega – i precettori sono inferiori al numero delle dita di una mano…».
Il precettore, dal latino «praeceptor», cioè professore, fin dall’antichità era la persona alla quale le famiglie che potevano permetterselo affidavano la formazione dei figli, facendoli istruire in casa propria. Era un professore disponibile non soltanto per qualche saltuaria lezione, che affiancava i suoi alunni ed era sempre disponibile ad aiutarli. Oggi come nei secoli passati è un docente e un educatore in grado di farsi carico della formazione globale di uno o più ragazzi, seguendoli nell’arco della giornata, insegnando loro non solo il latino o l’inglese, ma anche un metodo di studio efficace e l’arte del «saper vivere», per essere pronti a fronteggiare ogni tipo di situazione. «In Inghilterra – dice Rinaldi – la figura del private tutor è tuttora in auge e ci sono agenzie, alcune fin dall’età vittoriana, che si occupano del collocamento dei richiestissimi precettori. In un momento in cui la scuola appare alla deriva e i ragazzi sono abbandonati in balia della Tv e di Internet, spesso demotivati, molte famiglie – aggiunge – considerano seriamente l’ipotesi di tornare ad avvalersi di tale professionalità per l’educazione dei propri figli». Il professor Rinaldi spiega che la sua iniziativa non va confusa con l’offerta di ripetizioni, seppur qualificate. «Si tratta di un’offerta di livello elevato: una famiglia può mandare il figlio a qualche lezione privata per risolvere un problema circostanziato, un debito da recuperare, un problema in una materia. Il precettore ha invece un impegno ma anche un effetto molto diverso, perché può risiedere in famiglia o in una pertinenza vicina e offrire un servizio personalizzato, può lavorare sull’impostazione globale del metodo di studio, che è ciò che spesso manca». Insegnante, educatore e punto di riferimento, insomma, per i ragazzi, che agisce secondo modalità concordate con i genitori.
È ovvio che le famiglie alle quali è diretta l’offerta di Rinaldi rappresentano un target ben preciso: devono potersi permettere di stipendiare un insegnante che segua anche per lunghi periodi i loro ragazzi. «Nel mio sito ci sono le tariffe – incalza il precettore – e come si potrà vedere non sono affatto esose. Mi sono rifatto a quelle inglesi». Si va da 40 euro per un’ora di lezione privata, a 500 euro per 15 ore settimanali finalizzate a ridefinire il metodo di studio, a un minimo di mille euro al mese per l’assistenza privata durante tutto l’anno scolastico. Non esistono limiti di età, perché, aggiunge Rinaldi, «il precettore può seguire i vostri figli dall'ABC alla laurea... e anche oltre, preparandoli anche all’ammissione presso istituzioni prestigiose, come la Bocconi o l’Accademia Militare, e offre un programma di lezioni rigorosamente in inglese o francese, per accedere a rinomate università straniere». Non esistono limiti geografici, perché il precettore può seguire la famiglia in vacanza, né esistono limiti al numero degli allievi, perché si possono organizzare piccoli gruppi, alleggerendo la spesa. «Quello che un tempo era prerogativa delle famiglie nobili e che per secoli è stato uno status symbol – conclude Rinaldi – oggi può essere riscoperto da chi vuole offrire ai propri figli solide basi per affrontare la vita».