«Io lo avevo detto: è un piano dissennato»

Andrea Cuomo

«L’analisi fatta dai sindacati sul piano per il rientro del deficit della sanità regionale non fa che confermare quello che noi andiamo dicendo da tempo: siamo di fronte a un documento allucinante». Cesare Cursi, vicepresidente della commissione Sanità del Senato, si trova per una volta sullo stesso lato della barricata di Cgil, Cisl e Uil. Tutti compatti contro le idee con cui Marrazzo spera di rimettere a posto (e in fretta) i conti della sanità della nostra regione, che è tra le sei più «in rosso» d’Italia. «Ecco perché - annuisce Cursi - ho parlato di gestione dissennata, superficiale».
Cursi, che cosa pensa delle considerazioni di Cgil, Cisl e Uil?
«Quando leggo che l’approccio metodologico pare insufficiente, è del tutto assente un’analisi dei costi per l’assistenza distrettuale, non si capisce a cosa debba imputarsi il deficit, non si conoscono le certificazioni di bilancio, tutto ciò fa pensare che le linee del documento siano del tutto generiche e manchino completamente le scelte capaci di concretare gli indirizzi scelti. Ma quello che preoccupa di più...».
C’è qualcosa di ancora peggio?
«Sì: l’analisi economico-finanziaria non tiene conto dei costi che riguardano le singole aziende ospedaliere. Siamo addirittura all’assurdo che ci sono dati discordanti sul numero dei posti letto tra giunta regionale e Agenzia servizi sanitari regionali... E poi fa sorridere che nel documento i sindacati facciano richiamo al sistema che era in vigore nella giunta Badaloni. Vogliono farci ritornare indietro di un decennio».
Parliamo dei controlli sull’appropriatezza: secondo i sindacati l’ipotesi di risparmiare 360 milioni è molto ottimistica...
«Sì, vuol dire che l’indicazione è soltanto numerica, ipotetica. Ma è sbagliato anche come la giunta Marrazzo intende arrivare a questa riduzione di costi. Si devono potenziare distretti e poliambulatori come sorta di filtro per evitare che la spesa per i ricoveri sia troppo elevata. E voglio anche evidenziare la mancata sottolineatura del ruolo importante che devono svolgere i medici di famiglia».
Capitolo liste d’attesa.
«Mi fa molto piacere che anche i sindacati sollecitino interventi in materia “utilizzando le risorse previste appositamente dalla legge finanziaria regionale del 2006”. Nel corso del precedente governo abbiamo creato un modello che dà al cittadino il diritto di essere assistito senza dovere sperare nella raccomandazione dell’amico».
È d’accordo con la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale?
«Bisogna tenere conto della necessità che i piccoli ospedali di provincia tengano conto della domanda di assistenza di chi è più lontano dalle città».
Insomma, bocciato il piano di Marrazzo.
«Nell’audizione che faremo con il ministro Turco chiederemo di prendere visione dei piani che le singole regioni hanno presentato. Certo è che se l’impatto che viene denunicato dai sindacati è questo, c’è di che essere preoccupati».
Il suo augurio?
«Che i piani siano presentati al più presto e che il tema della salute dei cittadini resti al centro, anche e soprattutto nel Lazio».