«Io ballo»: che spettacolo le prove!

Un’immensa sala prove come la pancia della balena, spiata dal buco della serratura dove il «chi è di scena» arriva ai ballerini come un diretto nello stomaco. Tra zone d’ombra e lame di luce, sgranando il rosario dei ricordi amari e delle aspre confessioni, coi corpi serrati alla sbarra o abbracciati nelle piroette, 10 ballerini si raccontano. Spiegano cioè alla platea cosa avviene in una sala prove e cosa li ha condotti lì. Non in una qualunque sala prove, però. Quella di Io ballo, spettacolo scritto da Chicco Sfondrini che debutta stasera al Brancaccio con la regia di Patrick Rossi Gastaldi e la produzione firmata Soko (Sabrina Ferilli e Maria De Filippi), è la sala della factory più popolare della tv: il sancta sanctorum di Amici. Sul palco, allestito con specchi e sbarre per gli esercizi, dove l’odore dei corpi sudati si mescola al legno e alla pece, i magnifici 10 Giulia Ottonello, Rita Rodi, Anbeta Toromani, José Perez, Leon Cino, Francesca Di Maio, Claudia Rossi, Gianni Sperti, Maria Zaffino e Francesco Mariottini, coadiuvati dall’ex danzatore di Bob Fosse e coreografo Garrison (voce narrante del musical), prima si confessano e poi ballano. Per dimostrare che una carriera apparentemente facile, specie se baciata dal successo dell’auditel, è molto più di quel che sembra. È frutto di una torre di difficoltà scalata con tenacia, applicandosi con rigore nello studio e vincendo paure, timidezze e complessi. Problemi esistenziali che affliggono, chi più chi meno, tutti. Come il «difetto» del fondoschiena sporgente, che per la bionda Maria Zaffino aspirante danzatrice classica fu un problema che la spinse, per fortuna senza conseguenze, sull’orlo dell’anoressia.
Dice Sfondrini: «Faremo sfidare i big di Amici. Giocheranno a chi fa più piroette e a chi salta più alto. In platea c’è sempre un pubblico preparato alla coreografia, meno al lavoro che c’è dietro, frutto di un lavoro profondo fatto sul danzatore, sulla sua emotività, le sue esperienze. In una parola: la sua vita. Mostreremo al pubblico chi sono davvero questi danzatori». Giovani tenaci e grintosi come Anbeta la quale, reduce da un’operazione chirurgica, racconterà al pubblico quale fu la prima cosa che fece svanito l’effetto dell’anestesia: sollevare il lenzuolo e provare a fare la spaccata.
Lo spettacolo è diviso in due parti, ma è soprattutto nella seconda parte (quella del ballo) che sarà delirio: sul palco e in platea. «Garrison inviterà il pubblico a spiare dal buco della serratura le prove - spiega Sfondrini - l’espediente servirà a innescare un lavoro strepitoso di scrittura fatto coi ragazzi che è anche la cifra dello show».
Tra uno scherzo e una spaccata, i minuti scivoleranno fino al gran finale. Tra le presenze che non sfuggiranno all’occhio clinico delle fan spiccano il fisico scultoreo di Francesco Mariottini, finalista quest’anno dalla De Filippi («bello e bravo, ma troppo educato e rispettoso» flauta Garrison) e Giulia Ottonello, vincitrice della 2° edizione di Amici. Coreografie di Garrison e Alessandra Celentano. Repliche fino al primo giugno.