«Io, bella e intelligente, così ho stroncato Santoro»

Ma chi è Ilenia Incoglia per criticare «Annozero» in diretta?
«Ho 24 anni, un’impresa di turismo a Pompei, sono vicepresidente dei Giovani imprenditori a Napoli. E sono bella».
Ah, ecco, la ascoltano perché è bella.
«Se mai faccio doppia fatica a farmi ascoltare: noi belle dobbiamo sempre dimostrare che siamo anche intelligenti».
Vabbè, lo dica alle bruttine.
«Dipende da cosa vuoi fare nella vita. Se vuoi arrivare sul bancone di Striscia la notizia allora è vero. Se vuoi fare altro, iniziano i problemi».
Mara Carfagna e Mariastella Gelmini fanno il ministro.
«Anche Giorgia Meloni».
Sta dicendo che la Meloni è brutta?
«Dico che viene da un percorso diverso, tutto politico».
Quindi?
«Le porte è giusto che siano aperte per tutti. Il problema non è entrare, ma uscire».
Approfondiamo.
«Si arriva in Parlamento con un certo livello di preparazione, poi lavorando si cresce».
Oppure no.
«Esatto. E allora bisogna tirare una linea e fare addizioni e sottrazioni».
Risultato?
«Io più che polemizzare sulle belle ragazze candidate, farei una battaglia per mandare a casa chi ha già dimostrato di non valere nulla ma da quarant’anni non molla la poltrona».
Lei è fra i promotori di un gruppo su «Facebook»: via Bassolino e Iervolino dalla mia città. Conta 5mila iscritti.
«Il centrodestra li critica tanto, poi però la spallata non la dà. Sa di impasto. È il problema che le dicevo».
Diamo una chance alle veline.
«Se una ragazza è preparata, ha sani principi, magari è laureata, non si può darle fiducia solo perché ha il sedere a mandolino?».
Allora fa bene Noemi Letizia a dire: «Voglio fare la ballerina oppure la parlamentare»?
«Il contrario. Bisogna educare le ragazze giovani a capire che il passo dalla tv al Parlamento non può essere così breve».
Colpa del centrodestra che le candida.
«Anche lì. Ma ce lo ricordiamo che Flavia Vento la candidò il centrosinistra? In tv stava ferma in una scatola di vetro!».
Prima di prendere la parola ad «Annozero» lei urlava qualcosa dal pubblico.
«Parlavano del lavoro di Elio Letizia. Stavo urlando: “Ma chi se ne frega”».
Santoro si sarà mica messo in casa un’infiltrata del Pdl?
«Nella redazione di Annozero sono tutti giovani, tutti in gamba, faticano 24 ore su 24».
Che c’entra?
«Sandro Ruotolo in quei collegamenti pieni di pettegolezzi e Michele Santoro con quella puntata di basso livello non sono stati all’altezza della loro redazione. Spero che i telespettatori abbiano cambiato canale».
Erano tutti incollati alla tv.
«Perché la gente ormai è morbosa. È questo il grave. Trasmissioni come Annozero e Porta a Porta dovrebbero dare approfondimenti sul piano politico, non scivolare sul gossip. Hanno perso un’occasione per educare a un livello culturale più alto, per fare giornalismo serio. Come i quotidiani: in questi giorni li apri e ti sembra di leggere Chi».
Beh, Veronica Lario che divorzia sui giornali con quelle accuse a Silvio Berlusconi non è roba da poco.
«Ha detto: mi sento davanti a un plotone di esecuzione. Ma è stata lei per prima a metterci il marito. Capisco che fosse ferita, ma avrebbe dovuto agire in privato».
Lei fa la morale, ma rischia di restare schiacciata dallo stesso meccanismo. Non le è venuto il dubbio che la invitino sempre perché è bella?
«Quando il redattore di Annozero mi ha contattata la prima volta ho avuto la fortuna di parlarci un’ora al telefono e dimostrargli che sono in gamba. Quando mi ha vista mi ha detto: “Ammazza, sei pure bella”».
Dopo le critiche in diretta non la inviteranno più.
«Se mi inviterà, sarà la prova del nove che non è vero che Santoro è antidemocratico».
Brava, così adesso è costretto a invitarla. O magari la vedremo a Strasburgo.
«Mi hanno già chiamata tutti, ho rifiutato la candidatura».
Tutti chi?
«Pdl, Pd, Idv... Ma non mi sento pronta».
Magari al prossimo giro, eh?
«La politica la faccio da sempre, intesa come ricerca delle soluzioni ai problemi. Non serve una poltrona per questo».