«Io candidato? Servono le primarie»

Del Debbio ex assessore e anchorman: «Ma faccio un mestiere bellissimo e vorrei continuare»

Il (vecchio) cuore della Milano riformista batte per Paolo Del Debbio. Gli eredi dell'illustre tradizione socialista milanese non lo candidano, e si guardano bene dal lanciarlo in una corsa che non si sa ancora bene come e quando partirà. Ma è chiaro che, se devono sognare un sindaco, sognano l'ex assessore, oggi volto noto della tv, e vent'anni fa ideologo di Forza Italia.

Del Debbio ieri era in Triennale alla presentazione del libro dell'ex sindaco Paolo Pillitteri dedicato alla Milano socialista. E si è mostrato lusingato dalle insistenze sul suo nome, che appare nei retroscena e nelle cronache politiche fra i papabili più seri alla nomination del centrodestra milanese. «Sono onorato della proposta, ma sarebbe bello eventualmente farlo con le primarie. Le nomine ci sono solo nelle gerarchie ecclesiastiche». Così ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano conto di un suo possibile impegno. Dopo una sostanziale premessa, però: «Faccio un mestiere bellissimo che mi piacerebbe continuare a fare» ha detto. D'altra parte non si è tirato indietro neanche sull'attualità politica del giorno, le dimissioni del vicesindaco Ada Lucia De Cesaris. «Se uno abbandona il campo per piccole cose dà l'idea di una scusa per abbandonare la barca», ha risposto.

Del Debbio vive un momento di grande successo con il suo programma televisivo. È apparso sorridente e in gran forma fra i relatori del libro. E nel suo intervento è andato a rintracciare un momento di incontro con la storia dei riformisti, ripercorrendo il suo lavoro di artefice del programma politico di Forza Italia, a cavallo fra il 93 e il 94, quando - su suggerimento di Gianni Baget Bozzo - andò a ripescare le tesi socialiste su «Meriti e bisogni». E le inserì in una sintesi di culture diverse che amava rappresentare con tre nomi: Rosselli, Einaudi, Sturzo. Socialismo liberale, cattolicesimo liberale, liberalismo classico. La miscela «magica» che, senza troppi pantheon o discussioni ideologiche, permise a Forza Italia di proporsi coerentemente come motore di innovazione e nel contempo come erede delle tradizioni migliori della Repubblica. Un'operazione riuscitissima, sul piano culturale e politico. Un'operazione che i socialisti, fra gli altri, non dimenticano. Tant'è vero che, lo stesso Pillitteri, premettendo che «non dirò chi ho in mente per fare il sindaco», ha prima ripercorso tutte le grandi figure dei primi cittadini del Dopoguerra, poi passando al centrodestra ha attestato che «Del Debbio è uno dei più bravi». Previsioni cupe, invece, sul fronte della sinistra che i socialisti conoscono bene, con i suoi difetti: «Storicamente non ne ha mai azzeccata una - ha detto Pillitteri - quando vuole farsi del male è bravissima e ora si inguaierà. Per le primarie - ha concluso da esperto di cinema - potremmo scritturare Quentin Tarantino di Pulp Fiction. Sarà un massacro. Con musiche di Ennio Morricone».