«Io cara? Farò parcelle ancora più salate»

«Ciao zia, posso farti un’intervista?». «Certo cara nipote», risponde. E non posso risparmiarle la frecciatina: «Ma cara quanto te?!». Scoppiamo a ridere. Sì, perché la zia in questione è Annamaria Bernardini de Pace, l’avvocatessa dei vip, come la definiscono in molti. È la stessa che ha ricevuto una sospensione di 3 mesi dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Milano. Il motivo? Parcelle troppo alte.
Cara o no mi accoglie col sorriso. È indaffarata perché proprio ieri è uscito il suo ultimo libro «Diritti diversi. La legge negata ai gay». Titolo forte, come tutti i suoi lavori, come lei. Diverso da quelli precedenti, ma con un filo conduttore: la famiglia. «I gay ne fanno parte, sono figli, padri, madri, nipoti». Nel nostro paese gli omosessuali dichiarati sono ben tre milioni. «Meritano attenzione - mi dice - e non tolleranza, perché questa parola contiene un giudizio di inferiorità». Mi accoglie nel suo studio pieno di rane (il suo portafortuna) e finalmente posso cominciare l’intervista.
Nel titolo parli di «legge negata». Sono termini forti...
«I gay in Italia sono discriminati. Ci sono dei casi in cui i datori di lavoro storpiano il naso di fronte agli omosessuali, che spesso diventano oggetto di mobbing. Anche le coppie, non potendosi sposare non hanno un progetto legittimato, quindi non hanno diritti come la pensione o l’assistenza sanitaria».
Stiamo parlando di coppie. Due uomini o due donne sono in grado secondo te di crescere dei figli?
«Bella domanda a cui non so ancora rispondere. Nel mio lavoro vedo tanti genitori etero che trattano male i figli. Ciò che conta è la qualità. Io posso dire che i gay potrebbero essere bravi genitori, ma non posso affermare il contrario».
Il discorso si fa sempre più interessante. È strano fare un’intervista a tua zia. Parliamo di omosessuali ma nello stesso momento della comunione di Alessandro, il suo primo nipote, figlio di Chiara, la sua secondogenita, mia cugina. Allora qui ti voglio. Se Alessandro da grande ti dicesse: «Nonna sono gay». Come la prenderesti?
«Per i miei nipoti desidero che abbiano la capacità di essere onesti e coltivare le loro passioni. Quello che fanno in camera da letto non è un problema mio».
Continuiamo a parlare del libro. Oggi ci sarà una conferenza stampa dove saranno presenti Alessandro Cecchi Paone, Imma Battaglia, lesbica dichiarata, Ivan Scalfarotto, portante del movimento gay in Inghilterra, il direttore storico di Oggi Paolo Occhipinti e il personaggio tv Fabio Canino. E l’avvocatessa dalle parcelle troppo alte sottolinea che il 20 per cento del ricavato del libro andrà ai bambini di Haiti. «Questo scrivilo - mi dice - non l’ho detto ancora a nessuno».
Ma tu hai molti amici omosessuali?
«Ne ho più di quelli che credo! Ma quello che conta per me è la capacità di amare. Il contenuto è il sentimento, la grammatica dell’amore è un dettaglio».
Non si poteva non concludere con una domanda sulla sua sospensione. Ma alla fine, i colleghi ti hanno sospeso perché sei troppo cara?
«Non perché sono cara, ma perché ho usato le voci della tariffa forense stragiudiziale (per intenderci l’attività svolta nel suo studio) contemporaneamente a quella della giudiziale (l’attività svolta in tribunale). Ti dò uno scoop, visto che sei mia nipote. Ho rifatto le parcelle contestate usando solo la giudiziale, ma raddoppiando, dove necessario, le singole cifre, come è suggerito nella sentenza dei miei colleghi e nel mio tariffario: il mio credito verso le ex clienti è aumentato significativamente. Non userò più la stragiudiziale perché non conviene. Deciderà la Cassazione (e mi fa vedere le 50 pagine di ricorso), se la sospensione era giusta».
L’intervista è finita. Che dire, questa zia è proprio «cara».