Io che ho scoperto tecno-pubblicità sul treno

Sul Frecciarossa Roma-Milano la Nintendo lancia la sua Dsi. Avvicinato da una hostess ho personalmente provato il gioco del Dr. Kawashima. Risultato: il mio cervello è molto intelligente, purtroppo però la signorina se n'è andata...

Viaggio Roma-Milano sul Frecciarossa, ovvero 3 ore e 30 per attraversare mezzo Paese, praticamente un successo: così devono aver pensato pure le grandi aziende che hanno scoperto i binari come ultimo campo per la loro pubblicità. E siccome la tecnologia è avanti, ecco che proprio un marchio come Nintendo ha lanciato il primo spot mobile, tra Milano e Roma appunto (e viceversa). Capita insomma sull'alta velocità: parte il treno e invece del controllore ecco che appaiono due giovani (e carine) ragazze che brandiscono l'ultimo ritrovato della casa, la console «Dsi». «Vuole giocare con noi?» è la domanda, e a quel punto la risposta non può che essere positiva, seppur si tratta di roba virtuale: lo scopo infatti è provare «Brain Training del Dr. Kawashima: quanti anni ha il tuo cervello?», il gioco per console portatile Nintendo che nel caso può diventare anche un momento imbarazzante. Perché si sa: noi uomini siamo sempre giovani, però...
E quindi, istruzioni per l'uso da qui fino a venerdì, quando le 10 gentili (e carine) signorine - due per treno - viaggeranno con voi sul Frecciarossa: su 5 treni in partenza dalla stazione di Roma Termini e su altrettanti dalla stazione Centrale di Milano saranno accompagnate dal Dr. Kawashima, uno che quando sbagli se la ride ma che alla fine ti abbona pure qualche anno d'età. Il suddetto, quello fuori dalla «Dsi», è in realtà un famoso neuroscienziato giapponese ma è il suo alter ego a metterti alla prova con giochini logici e non sempre facili che alla fine danno il responso sulla giovinezza del tuo cervello. Risultato: a me è stato fatto fare il gioco delle operazioni numeriche in un dato tempo limite e alla fine la signorina ha carinamente sorriso dicendomi che era andato tutto bene, visto che ero al secondo posto. Così io mi sono gongolato per un po', fino a quando ho scoperto che dietro di me c'era una sola persona: ma quando ho cercato la gentile e carina signorina per dirle che - sì, non gliel'avevo detto - ma il Dr. Kawashima ce l'avevo già a casa e mi aveva dato 23 anni d'eta, lei se n'era purtroppo già andata. Peccato, forse a quel punto mi avrebbe fatto giocare ancora: non mi reasta che tornare a Roma.