"Io che non amo il nudo ho studiato un mese per fare la pornostar"

Vanessa Incontrada protagonista sexy in «Aspettando il sole» un thriller con Raoul Bova, Gabriel Garko e la Gerini

Roma - Un po’ porno, mica tanto. Ciò che basta a incuriosire i fan di Vanessa Incontrada, italo-spagnola di Follonica, dove vive con il compagno Rossano Laurini, manager dell’intrattenimento (ha una discoteca) e il loro bambino, Isal. «Per un mese ho studiato come si fa la pornostar: mi sono fatta guidare da Ago. Gli ho dato il cuore e lui ci ha messo dentro Kitty», spiega Vanessa infervorandosi. Le secca, infatti, che invece di chiederle quale sia, in generale, la sua filosofia, s’insista su Kitty Galore, personaggio del film Aspettando il sole (da venerdì nelle sale, con Raoul Bova, Giuseppe Cederna, Gabriel Garko, Claudia Gerini), firmato Ago Panini. In questo thriller ambientato negli anni Ottanta Vanessa indossa una mascherina nera, il candido seno prosperoso dilaga da un corsetto verde Nilo, in testa troneggia una parrucca rosso fuoco e hai voglia a dire (come il regista): «Si tratta della maschera di Pantalone». Un Pantalone sul letto di un hotel scalcinato, che geme per finta («I gemiti, aggiunti nel montaggio, sono del regista»), legge una rivista militare e simula distacco dal contesto, mentre viene ripresa nel filmino porcello. «Alla fine, ho imparato a conoscere Kitty in quattro giorni. Mi trovavo a Napoli, in tournée teatrale, quando Panini m’è venuto a trovare per il lavoro preparatorio».

Fresca proprietaria di un ristorante barcellonese, tornata in forma dopo la gravidanza, non abbassa la guardia. Al polso porta un braccialino di legno coi santi dipinti, la chioma fluisce libera come la vediamo in Zelig, ma è un'altra Incontrada quella che parla dopo le polemiche sul suo sovrappeso di qualche mese fa. «Non mi sono imbarazzata a girare la parte d’una pornostar: mancherei di rispetto alle persone che scelgono questo mestiere. E poi, quella non sono io», osserva, rimpicciolendosi nel giubbotto di pelle da ragazza-per-sempre. «Il mio rapporto col corpo? È qualcosa di personale. Mai avrei pensato che si potessero scrivere offese sul mio sovrappeso. Sono rimasta choccata. Dove sono 'ste regole, per cui, se fai l’attrice, devi essere magra per forza?», vibra Vanessa, paladina delle taglie forti. «Non credo che Meryl Streep si basi sul fisico, per lavorare. E poi, dicendo certe cose non si è mancato di rispetto a me, ma a tutte le donne, che dopo la nascita del loro bambino rimangono gonfie per un po’», raddoppia la star, che non a caso si è trasferita in provincia, dove la gente sembra più riservata.

«La mia Kitty è una bella donna giovane, che non aveva deciso di fare il mestiere di pornostar, ma ormai l’ha accettato. Basti pensare alla battuta: “Sapete che cosa mi piace fare, di notte?”. Lì tutti pensano, ehhh, chissà! Invece, io mi metto a spiegare la mania di Kitty per il risparmio: aprire i tubetti di crema semifiniti e raccogliere quello che resta». Al di là del ruolo, è brava Vanessa, mentre sbatte le ciglia finte o gongola, perché le portano una pizza margherita in camera, che è poi uno squallido set a luci rosse. E convince, quando, un po’ malinconica, la sua Kitty rivela di amare la gentilezza «senza secondi fini». «Il cinema ti dà la possibilità di cambiare ogni volta. Come da piccola, quando andavo nell’armadio della mamma, per rimediare abiti e scarpe col tacco», sorride la spalla comica di Bisio.
Dopo aver girato, in Spagna, Todos estamos invitados, film drammatico di Manuel Gutiérrez Aragòn sul terrorismo dell’Eta, Vanessa, scoperta come attrice da Pupi Avati, girerà un film italiano. «Sto valutando i copioni. Quando farò io la regista, spiegherò tutto e in anticipo!», scherza. In televisione, intanto, oltre al prossimo Zelig, l’aspetta una sfida: un talk-show su Italia 1, tutto per sé e concepito sulla falsariga del format iberico Noche Ache.

«Gli autori me lo stanno scrivendo, ma non sarò di certo una capocomica alla Bisio, per intenderci. Avrò molti ospiti di mio gradimento, con i quali m’intratterrò su temi diversi. Dovrebbe essere uno show tipo One Night: ho voglia di mettermi in gioco come conduttrice. Non sono nata come comica». In casa Mediaset, insomma, per un Chicco che va, una «chica» che viene.