«Io, cieco, campione di sci nautico e dj in discoteca»

Chiamatelo pure il «Cannibale» dello sci nautico. Dopo un 2008 agonistico nel quale è riuscito nell’impresa di centrare due ori europei nelle specialità slalom e figure, oltre a un argento e un bronzo ai campionati tricolori assoluti, il 22enne gallaratese Daniele Cassioli ha fatto l’en plein e si è portato a casa anche il riconoscimento di atleta disabile dell’anno da parte della federazione europea (Eame) e di quella mondiale (Iwsf) dello sci nautico.
Ma da dove inizia la storia di un tale successo sportivo e umano?
«È iniziato tutto per caso - racconta Daniele, non vedente dalla nascita -. Nel 1995, a fine stagione invernale, una ragazza del gruppo con il quale andavo a sciare mi ha spinto a provare con lo sci nautico presso il Lago di Como. Tre anni dopo ho fatto il mio esordio in una gara internazionale, arrivando secondo agli Europei».
Da allora Daniele non si è più fermato, collezionando una serie di vittorie e piazzamenti difficili da contare. E la neve? Non si abbandona mai il primo amore: «A ottobre, quando finisce la stagione nautica, torno a sciare in montagna. Ma verso marzo, non appena la temperatura dell'acqua supera i 10°, per me è già tempo di allenarmi, anche se la stagione agonistica inizia solo a maggio».
Mai pensato di sdoppiarti e partecipare a gare per non vedenti anche sulla neve?
«Mi stanno facendo una corte spietata e ammetto che la cosa mi alletta. Io amo la competizione, ma sulla neve un non vedente non può gareggiare autonomamente. Su un tracciato con paletti a distanza variabile e pendenze che cambiano in continuazione non puoi prescindere dall’ausilio di una guida. In acqua è diverso. Nello slalom nautico la barca mantiene una traiettoria lineare e l’atleta si deve spostare ritmicamente, tra boe poste a distanza uniforme e che per i non vedenti sono segnalate acusticamente. Nell’altra specialità di gara, quella a figure, non c’è proprio alcun problema. Si tratta solo di eseguire manovre a traino della barca. Io sono un agonista nell’animo e poter fare tutto da solo è il massimo per me. Vincere è più bello quando sai che è tutto merito tuo».
Di cosa vai più fiero?
«A livello sportivo di essere stato il primo cieco ad effettuare manovre tenendo la corda di traino solo con il piede. Più in generale sono felice di poter comunicare ad altre persone nelle mie condizioni che se lo vuoi davvero è possibile vincere la sfida di vivere una vita piena. Basta con il pietismo, vorrei che le persone capissero che anche con un handicap si può spremere il massimo dalla vita. Io pratico sport ad alto livello, faccio il dj in discoteca e mi diverto. Quando vinco sono felice perché penso che magari con il mio esempio posso aiutare altre persone a uscire dal loro guscio. Sono stato fortunato perché ho avuto grande sostegno dai miei genitori, mi piacerebbe con il mio esempio regalare la possibilità di una vita serena anche a quei ragazzi che magari non sono stati altrettanto fortunati».