«Io, commissario della Dc di Pizza voglio mangiarmi la Margherita»

Anna Panarello cambia ancora partito: «Domani decideremo se appoggiare l’Unione o fare nostre liste»

Anche loro sono i nuovi democristiani. E se provi a chiedere garanzie sul fatto di poterlo scrivere senza ricevere sette lettere di precisazioni, errata corrige, smentite, tirano fuori le carte bollate, la sentenza del tribunale e financo della Cassazione. Perché, anzi, chiedono di togliere l’«anche»: i nuovi democristiani sono solo loro. Ad essere precisi, non sono neppure i nuovi, ma «vogliono solo riportare in auge i valori della vecchia Dc». Ora a Genova hanno trovato anche il commissario provinciale. Che certo non si può definire un «nuovo» della politica. La professoressa Anna Panarello con la sua attività di preside del liceo Da Vinci, ha mandato in pensione anche le esperienze con l’Italia dei Valori di Di Pietro e col Movimento «Italiani nel Mondo» del senatore Sergio De Gregorio, mentre nel suo curriculum alla voce «ex» vanta anche qualche anno passato a fare l’assessore alla Cultura della Provincia di Genova con Alessandro Repetto, che poi l’ha «rimpastata» con la collega preside Maria Cristina Castellani. Anna Panarello, che il suo sito internet rimasto a due partiti fa presenta ancora affiancata ad Antonio Di Pietro, ormai ha cestinato anche la carta intestata con la quale aveva scritto l’ultimo comunicato per conto del senatore De Gregorio. Che stava al centro, ma forse non abbastanza per lei. Almeno da quando ha votato contro il governo Prodi.
«Noi della Democrazia Cristiana di Giuseppe Pizza è vero che sosteniamo il governo - prova a correggere -. Però il nostro è un sostegno critico. Noi vogliamo riaffermare i valori dei fondatori della Dc, di don Sturzo, di De Gasperi». Che però, c’è poco da dire, tra i loro ideali politici avevano magari tante intuizioni, ma mai votavano con e per chi si dichiarava comunista nel nome e nei programmi. «Infatti noi sosteniamo il governo per spostarlo verso il centro, verso i nostri valori». Preso atto di un ragionamento già più democristiano, restano però quei «valori» poco sturziani, sostenuti nel governo proprio dai post-democristiani della Margherita. Restando a Genova e al futuro che verrà chiamata a giocare Anna Panarello, anche i «cattolicissimi» Massimiliano Costa e compagni si sono fatti da tempo promotori di leggi e iniziative che ai Dico - ex Pacs - assomigliano molto. Ed erano in prima fila nella battaglia del Galliera che voleva smarcarsi dall’Arcidiocesi per praticare l’aborto. «Sicuramente c’è perplessità nei confronti di queste scelte di esponenti della Margherita - assicura Panarello -. Noi della Dc di Pizza vogliamo proprio restituire chiarezza a quegli elettori che speravano di votare chi avrebbe dovuto portare avanti certi ideali». Ok, la Pizza-Margherita sarà una guerra aperta anche a Genova? «Beh, a Roma, è notizia recente, cento circoli della Margherita, con 4.113 iscritti, hanno già lasciato il partito di Rutelli per aderire alla Dc perché non si sentivano più in linea con certe scelte», replica fiera la neo commissaria.
A questo punto occorre sincerità e le prossime amministrative saranno un banco di prova. La Dc vuole recuperare i voti dei cattolici traditi dalla Margherita per riportarli a sinistra o punta davvero a togliere una bella stampella (e tanti voti) all’Unione con un candidato suo? Nei programmi ufficiali c’è scritto che l’obiettivo è «un centro liberal democratico» con laici, cattolici, liberali e socialisti riformisti. Ma tra teoria e pratica ci sono poi le elezioni vere. Quelle genovesi saranno le prime. «Domani sarò a Genova per discutere con Beppe Pizza questo tema - chiede tempo Panarello -. L’obiettivo è quello di una federazione con l’Udeur di Clemente Mastella, e con Rifondazione democristiana di Publio Fiori. Speriamo di farla anche in Liguria, insieme comunque decideremo come comportarci alle elezioni». Anche qui il centrosinistra punta su un candidato sindaco di sinistra, con una coalizione di partiti un po’ lontani dai valori di don Sturzo e De Gasperi. Per la Provincia, un’alleanza tra ex, con Alessandro Repetto, sembra un equilibrismo meno difficile. «Chissà, magari domani si decide di appoggiare Repetto e di presentare in Comune un candidato alternativo alla Vincenzi», non si sbottona il commissario. Chissà.