"Io, comunista scartato perché poco telegenico"

Gerardo Giannone, delegato Fim della Fiat di Pomigliano, ha partecipato al «casting» di Annozero restandone però escluso

Gerardo Giannone, delegato Fim della Fiat di Pomigliano, ha partecipato al «casting» di Annozero restandone però escluso.
Come mai? Non è abbastanza comunista?
«Io sono iscritto Fim dal 2001 e comunista dalla nascita».
E allora?
«Allora la troupe di Santoro è arrivata a Pomigliano due giorni fa, quattro persone accompagnate da un tizio che sapeva già cosa fare».
Quale compito avevano?
«Dovevano reclutare un centinaio di operai. Santoro li voleva in studio in tuta blu, al posto dei ragazzi della Generazione zero».
Figuranti sugli spalti?
«Non solo. Tre operai dovevano anche intervenire in diretta durante la trasmissione. E quelli di Annozero avevano deciso in anticipo che sarebbero stati tutti della Fiom, due delegati e un semplice iscritto».
Da Santoro ha diritto di parola soltanto la Cgil?
«I nomi erano scritti su un foglietto».
Immagino la rivoluzione degli esclusi.
«Che discorsi. La Fiom non è egemone a Pomigliano. Santoro vuole farsela con loro? Padronissimo. Ma non venga a dire che intende dare voce agli operai».
Che cosa avete fatto voi degli altri sindacati?
«Abbiamo minacciato di non mandare i nostri operai. Allora quelli di Annozero hanno cambiato idea, in studio le tute blu senza i delegati. Il mattino dopo altro cambio di programma: hanno chiesto un rappresentante per ciascuna delle tre federazioni maggiori».
Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil.
«Ci sarebbero anche Fismic, Ugl, Slai-Cobas e Cisal, ma con meno iscritti».
Quindi bisognava scegliere facce nuove da far parlare.
«Noi della Fim abbiamo indicato un componente delle Rsu. Dopo averlo fatto parlare un po’ l’hanno scartato perché dicevano che è grasso».
Doveva essere filiforme come una velina?
«A quel punto sono stato indicato io. Il provino sembrava andato bene, ma dieci minuti dopo hanno voluto un’altra persona ancora. Dicevano che era più giovane e telegenico».
Lei quanti anni ha?
«35».
Mai stato in tv?
«Eccome, in tv e sui giornali. Ero il segretario della sezione di fabbrica del Pdci: 84 iscritti, la sezione più grande di tutta la Campania».
Ma non ha superato il «casting» di «Annozero».
«A febbraio Santoro aveva fatto un bel servizio su Pomigliano, mi ero complimentato per mail. Ma quando si tratta di lavoro, occupazione, difesa dei diritti, non vale se sei bello, magro e simpatico. È un’offesa ai lavoratori scegliere i loro rappresentanti in base all’aspetto».
Perché non vi siete ritirati del tutto?
«Chiunque parla di Pomigliano è un compagno operaio degno di stima e rispetto. È Santoro che non mostra rispetto verso di noi. Come non ne ha mostrato la sinistra».
Ma lei non è comunista dalla nascita?
«Le liste Prc-Pdci per le europee sono piene di europarlamentari uscenti, senatori, intellettuali, liberi professionisti, assessori, segretari di partito. Solo due operai. Queste liste non rappresentano i lavoratori ma la difesa dell’apparato. Me lo sarei aspettato dal Pd o dal Pdl, che sono lontani dalla classe operaia, non dai partiti più vicini. Non basta una falce, un martello o una bandiera rossa per dire che si è comunisti».