«Io, coordinatore dei liberali azzurri»

L’investitura è arrivata direttamente dal vertice, da Silvio Berlusconi. «Che mi ha conferito - annuncia il senatore Alfredo Biondi - il compito di svolgere il ruolo di raccordo tra soggetti e movimenti che in Forza Italia e fuori di essa si ispirano ai valori e al metodo liberali». Biondi, già segretario nazionale dell’allora Pli-Partito liberale italiano, non ha avuto esitazioni, anche in riferimento alla formazione del nuovo soggetto politico, il Popolo della libertà: «Ho letto con grande interesse e piacere - sottolinea - recenti dichiarazioni del presidente Berlusconi e dei coordinatori nazionali di Forza Italia che attribuiscono al Popolo della Libertà la rappresentanza dei moderati e dei liberali. La mia soddisfazione è tanto più grande proprio perché la mia partecipazione alla nascita di Forza Italia è dipendente anche dal fatto che tale costituzione si ispirava alla natura di partito liberale di massa che Forza Italia era chiamata a realizzare». Piena coerenza, quindi, con le prospettive del nuovo movimento: «Il partito del Popolo della Libertà - insiste Biondi - si innesta ora nel robusto tronco di Fi e raccoglie forze nuove rappresentate dalle Case del Cittadino, dai Circoli del Buon Governo, dai Circoli della Libertà e dalla moltitudine di persone che hanno popolato e animato i gazebo della libertà». Un patrimonio ideale e operativo che merita costante attenzione. «Intanto - annuncia il senatore azzurro - ho dato vita, con molti amici liberali, militanti di Fi ed esterni ad essa, alla Consulta Liberale che intende concorrere alla stesura di programmi e di regole che interpretino, davvero, il termine “liberale“ non come aggettivo qualificativo, ma come metodo severo che prevede regole chiare e strumenti idonei a garantire la dialettica interna».