Io, credente andrò al passo con l’ateo

Negli anni ’60, Mogol e Lucio Battisti cavalcavano insieme attraverso tutta l’Italia perché la pensavano allo stesso modo. Piergiorgio Odifreddi e io percorreremo a piedi gli 800 chilometri del Cammino di Santiago per la ragione opposta. Lui è un ateo rigoroso, mentre io sono un cattolico dalla fede incerta e sofferente, che nelle preghiere chiede sempre di esser confortato nelle proprie convinzioni.
Percorrere a piedi 25-30 chilometri al giorno per cinque settimane, vivere insieme un’esperienza mistica di questa forza può darsi che trasferisca dall’uno all’altro qualche dubbio e qualche convinzione. Sicuramente non ci sarà da annoiarsi e spero non si annoieranno neppure gli ascoltatori che avranno voglia di seguire il racconto della nostra avventura tutti i pomeriggi alle sei su Radiotre. Cominciamo oggi, andando in onda da Roncisvalle sui Pirenei, dove la tradizione vuole sia stato ucciso il paladino Orlando, il luogo tradizionale di partenza per il pellegrinaggio. Contiamo di arrivare a Santiago il 26 maggio e di assistere quel giorno alla messa nella cattedrale con il Botafumero, il gigantesco turibolo che viene fatto volare sulle teste dei fedeli.
Quello di quest’anno è il quinto pellegrinaggio radiofonico organizzato da Radiotre. L’anno scorso siamo arrivati a Canterbury partendo dalle Alpi e seguendo la via Francigena, che nel 2005 avevamo percorso verso sud fino a Roma. Due anni fa eravamo stati nei luoghi della spiritualità orientale, dalle Meteore al Monte Athos, dalla grotta dell’isola di Patmos dove l’apostolo Giovanni ricevette la rivelazione dell’Apocalisse alla sua tomba a Efeso, fino all’incontro con il patriarca Bartolomeo I a Istanbul. La visita di Fausto Bertinotti al Monte Athos ha avuto le sue radici lontane proprio in occasione di quel viaggio.
Nei nostri viaggi i pellegrini sono sempre in coppia, alternandosi di settimana in settimana, e ci sforziamo di trovare persone di sensibilità diverse da mettere a confronto nell’appuntamento pomeridiano davanti al microfono. Giorgio Montefoschi è stato insieme a me testimone della spiritualità cattolica, Michele Serra, Bruno Manfellotto, Piero Sansonetti e David Riondino sono stati fra i rappresentanti di un sentire più distante dalla religiosità.